Portogallo, addio alle pensioni senza tasse per gli stranieri

Francesca Galieti, titolare di 'Pensionati italiani in Portogallo', spiega: “Gli immobiliaristi lusitani sono già sul piede di guerra. Così si bloccheranno gli investimenti nel Paese”

Repubblica oggi affronta il tema dei pensionati stranieri che in Portogallo non saranno più esenti dal pagare le tasse.

“Il Portogallo dà l’addio alle pensioni senza tasse per gli stranieri e riapre la caccia mondiale al tesoro dei ‘rifugiati fiscali’, i baby-boomers usciti dal mondo del lavoro pronti a trasferirsi armi, portafoglio e bagagli nella nazione che fa pagar loro meno imposte. Una partita a colpi di incentivi fiscali dove Bulgaria, Cipro, Tunisia, Marocco e Turchia sono i concorrenti più pericolosi dell’Eldorado lusitano”.

Nell’articolo, pubblicato sul numero oggi in edicola, si ricorda che “Lisbona è dal 2009 il paradiso degli emigrati erariali grazie alle agevolazioni per i “residenti non abituali” che consentono ai pensionati stranieri di vivere in loco per dieci anni senza pagare un euro di tasse. Una norma che ha convinto almeno 27 mila europei – in primis inglesi, francesi, scandinavi e italiani – a trasferirsi a vivere nel Paese”.

“Il governo socialista di Antonio Costa ha presentato però nella finanziaria un provvedimento che riduce di molto i benefici: la norma prevede un’imposta del 10% sui redditi di questi migranti economici di lusso, rafforzata – se il Parlamento darà l’ ok – da un pagamento minimo di 7.500 euro. Il giro di vite non è retroattivo e non riguarderà così i 2.897 italiani (mille sono arrivati solo l’anno scorso) che hanno scelto di vivere la terza età in Portogallo. Ma rischia di rallentare di molto il flusso di pensionati verso Lisbona”.

Francesca Galieti, titolare di ‘Pensionati italiani in Portogallo’, spiega: “Gli immobiliaristi lusitani sono già sul piede di guerra. Così si bloccheranno gli investimenti nel Paese e un business che tira: noi quattro anni fa abbiamo aiutato 54 persone a trasferirsi là, lo scorso anno 200 e nel 2020 – se proseguiamo al ritmo attuale – arriveremo a quota 4-500 persone”.