Pasticcio Comites, simbolo dell’incapacità di politica e istituzioni – di Nello Passaro

La questione del rinnovo dei Comites, con tutti suoi effetti tragicomici, è l’emblema del pressapochismo, dell’arroganza, della incapacità da parte di alcuni eletti all’estero e da parte di alcuni esponenti del governo, di gestire le problematiche di milioni di cittadini italiani sparsi nel mondo. Persone incapaci di gestire fondi provenienti dalle tasche di noi contribuenti. Quattrini che invece le stesse persone sono bravissime a sprecare.

Certi personaggi politici e certi rappresentanti delle istituzioni hanno certamente contribuito, con le loro folli scelte, a discreditare ancora di più l’immagine di per sé già fortemente offuscata dei Comites, organismi nei confronti dei quali, per tante ragioni, la collettività mostra di nutrire una forma di allergia molto diffusa.

Viviamo una situazione tragica, perché nonostante il rinvio delle elezioni, l’esito, alla fine, potrebbe comunque essere molto negativo, a livello di numeri e di partecipazione. Ciò determinerebbe quasi certamente una definitiva scomparsa, o forse sarebbe il caso di dire una mancata riesumazione, dei Comitati degli italiani all’estero.

Viviamo anche una situazione comica, perché in sostanza l’atteggiamento assunto da alcuni nostri eletti all’estero e da alcuni improvvisati esponenti di governo, ha fatto ridere perfino i polli.

E’ auspicabile adesso che un coinvolgimento più diffuso e capillare possa essere da stimolo per una partecipazione più  diffusa, ma, per l’esistenza di ragioni molto più profonde che andrebbero esaminate ed evidenziate, sembra che l’esito negativo del riscontro elettorale sia più che scontato.

Forse, solo una manifesta volontà da parte del governo ad assumere degli impegni precisi nei confronti dei Comites (ad esempio una vera riforma che dia a questi organismi più forza e nello stesso tempo più trasparenza), potrebbe incidere nel favorire una loro maggiore credibilità.

Venendo meno questo ruolo da parte del governo, dello Stato, essi vengono percepiti come dei semplici contenitori vuoti, incapaci di interagire e risolvere i problemi reali dei connazionali e il ruolo di rappresentanza finisce per rappresentare sono solo un bello esercizio di democrazia improduttiva di effetti.