Massimiliano Lo Savio (MdL): “La libertà sanitaria più minacciata che mai”

Il candidato del Movimento delle Libertà intende ribadire la propria posizione di supporto ai medici sottoposti a questo vero e proprio processo derivante da un clima di “dittatura sanitaria”

La notizia del “processo” di una ventina di medici sulla questione dei vaccini, dà l’idea di un sistema sanitario con seri problemi. Problemi che esistono da tempo, ma che nella crisi in corso, diventano tragicamente evidenti e che rimarranno ancora sul piatto quando (e se) finirà l’emergenza Covid.

L’accusa della “Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie” (Ceeps), è quella di aver tradito la scienza e la deontologia professionale assumendo una posizione critica e ascientifica nei confronti del principio dell’obbligatorietà dei vaccini. Tutto questo, però, va contro i principi che dovrebbero indirizzare l’azione di un medico. Il professionista dell’ambito sanitario, se sottoposto a minaccia di commissioni e tribunali, non sarebbe più libero di esprimere la propria opinione.

Sarebbe, inoltre, la prima volta, nella storia della medicina in Italia, che un medico subisce la radiazione dall’ordine soltanto per avere espresso le proprie opinioni.

Massimiliano Lo Savio, candidato del Movimento delle Libertà si esprime a proposito: “Tutto ciò è preoccupante per svariate e importanti ragioni, per le quali il Movimento delle Libertà è pronto a scendere in campo e a battersi. Ho aderito e mi sono candidato a questo Movimento per contribuire a preservare e difendere le libertà fondamentali di tutti”.

Il dott. Lo Savio spiega, che qui non é questione di essere pro o contro i vaccini, ma affermare e difendere un principio di libertà e d’indipendenza dei “camici bianchi”.

Il processo e la possibile radiazione dei medici sottoposti a indagine, affermerebbe un “principio” negativo e illiberale, e cioè l’introduzione di un meccanismo sanzionatorio della libertà di opinione e di espressione.

Questa situazione andrebbe, tra l’altro, a condizionare la ricerca e l’operato di medici, infermieri e del personale sanitario in genere. Una sentenza negativa della “Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie” a carico dei medici, tra l’altro, alimenterebbe il numero dei disoccupati, mettendo sulla strada professionisti qualificati e con un’età anagrafica magari avanzata. Questa situazione diventa paradossale rispetto a quei medici che pur avendo commesso illeciti e non aver rispettato la deontologia professionale, continuano a svolgere la professione ed essere regolarmente iscritti all’ordine.

Il dottor Lo Savio, ha espresso il rammarico che tutto ciò avvenga nel silenzio più profondo dei media e della stessa classe medica. Il candidato del Movimento delle Libertà intende ribadire la propria posizione di supporto ai medici sottoposti a questo vero e proprio processo derivante da un clima di “dittatura sanitaria” ed esprimere il sostegno suo e dell’intero Movimento delle Libertà.