Lingua italiana nel mondo, Giro: soldi non ce ne sono, lavorare di creatività

Seconda giornata di lavori, a Firenze, per gli Stati generali della lingua italiana nel mondo. Intervenuto all’evento, il sottosegretario agli Esteri Mario Giro ha spiegato che con delle risorse e un contingente scolastico in riduzione "bisogna lavorare di creatività e inventare forme nuove di promozione e diffusione, perché il tempo della ripresa non è vicino". "Intanto dobbiamo lavorare su alleanze nuove come con la Svizzera – ha spiegato il sottosegretario – da cui abbiamo molto da imparare su alleanze tra pubblico e privato", anche se "cambia un po’ il nostro modo abituale di pensare queste cose". "E’ importante – ha aggiunto Giro – difendere quello che ancora c’è, non vorrei chiudere nessuna struttura, ma dobbiamo dimostrare che c’è una spinta nel Paese". "Dobbiamo difendere – ha detto ancora Giro – situazioni dove abbiamo difficoltà attraverso gemellaggi temporanei per esempio tra Istituti italiani di cultura con entità di vario tipo, dalla Regione all’azienda privata, perché abbiamo la ricchezza di una rete. C’è da una parte un discorso di resistenza e dall’altro un proposito di creatività e sinergia per trovare nuove formule di promozione e diffusione" superando "le frammentazioni tra operatori".

Spettano al sottosegretario agli Esteri Mario Giro le conclusioni della due giorni di lavoro a Firenze, che hanno visto la lingua italiana protagonista assoluta. “Si sono create connessioni e sinergie spontanee, c’è tanta ricchezza che va messa insieme e tante idee su come promuovere la nostra lingua. Ci siamo guardati negli occhi senza nascondere problemi”. Il sottosegretario, ricordando come in passato ci sia stato "tanto silenzio della politica che forse tradiva un certo disinteresse" sul tema, è tornato a chiedere perché è importante "parlare di lingua e promozione in questo periodo di crisi? Anche questo – ha ricordato Giro – fa parte della ripresa e della crescita del Paese". "Serviva un momento di confronto: con gli Stati generali abbiamo ottenuto il risultato di rompere il silenzio".

Per il rappresentante del governo è “fondamentale che la comunità degli italodiscendenti e il mondo degli italici "diventino forza di pressione. E l’albo serve proprio a creare una rete di persone famose nelle professioni, nelle arti e nei governi che parlano italiano e che possono fungere da pressione e influenza. Non vogliamo ingerenza, ma influenza sì. Mettiamo in rete queste risorse".

E’ necessario, ha aggiunto Giro, "restare in contatto" per "valutare le cose che ci siamo detti, raccogliendo tutte proposte dalla rete ed entro il primo semestre del 2015 si terrà la riunione di verifica e nel 2016 ci riconvocheremo, speriamo a Firenze, per fare il punto". E’ necessario "smettere di pensare da soli", dice il sottosegretario alla platea degli Stati generali: "Sentitevi parte di un popolo di amici dell’italiano – ha detto – per scuotere il paese con le buone idee e obbligare le istituzioni a una maggiore attenzione. Nel frattempo manteniamo questo entusiasmo e facciamo scorrere l’italiano nelle piazze e nelle vie del mondo".

Giro ha ribadito: "Entro la fine del 2014 si riunirà la commissione per la promozione della lingua e cultura italiana all’estero, e per questo ringrazio il ministro Federica Mogherini" che è tornata a istituirla dopo la sua cancellazione. La commissione verrà convocata "per una riunione allargata per la messa in opera sulle raccomandazioni del libro bianco della promozione della lingua italiana nel mondo". Entro la settimana "ci vedremo con il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini per lavorare sul concreto" e nel 2015 insieme al Miur "lavoreremo per favorire il rafforzamento delle borse di studio".

L’ELETTO ALL’ESTERO "L’italiano in America Latina non è la lingua del colonizzatore, ma di chi è andato lì per lavorare, per trasmettere valori, è la lingua dell’amicizia della socializzazione". Lo ha detto il deputato del Pd eletto nella ripartizione America meridionale Fabio Porta intervenendo alla seconda giornata di lavori degli Stati generali della lingua italiana nel mondo a Firenze. "Dobbiamo ringraziare un altro grande italo-latinoamericano che è Papa Bergoglio – ha detto Porta – che sta trasmettendo questa forza dell’italiano nel mondo: lui ha scelto di parlare italiano anche quando va all’estero per i suoi viaggi internazionali". Secondo Porta, inoltre, è necessario soffermarsi sul "valore politico ma anche economico dell’italiano: l’economia – sottolinea il parlamentare eletto all’estero – non si fa solo con la Simest o con la Sace, l’Italia non esporta made in Italy soltanto con i suoi strumenti finanziari, l’Italia esporta made in Italy soprattutto e sostanzialmente con la lingua e la cultura”.

Si è discusso anche di "made in italy e made by italians, perché mi dovete spiegare – ha aggiunto il deputato democratico – se il vino fatto da un italiano a Mendoza o la pasta fatta da un napoletano in Venezuela dovrebbero essere meno italiani di quelli esportati da qui. Ovviamente c’è un problema di difesa del made in Italy, ma c’è anche una questione identitaria molto forte e la lingua ha subito lo stesso processo. Noi abbiamo sempre visto la lingua come qualcosa di unidirezionale che andava trapiantata, insegnata e divulgata. In America Latina – ha evidenziato Porta – abbiamo la dimostrazione di come questa lingua sia stata rielaborata, arricchita, diventando giornali locali, storia locale, letteratura locale". E’ necessaria un approccio "circolare nella nostra maniera di insegnare l’italiano – spiega Porta – e di promuovere la cultura italiana", apprendendo "anche da quello che hanno fatto le nostre collettività" che "parlano un italiano che non è più quello che si parla qui: quello è un valore non un difetto".

IL MINISTERO DEGLI ESTERI "La legge 153 è del 1971, il mondo è cambiato i soldi sono drammaticamente diminuiti e quando si hanno poche risorse è necessario fare di necessità virtù". L’ambasciatrice Cristina Ravaglia, direttore generale per gli Italiani all’estero e le politiche migratorie del ministero degli Esteri, intervenendo in occasione degli Stati generali della lingua italiana nel mondo a Firenze, ha fatto il punto su quanto è cambiato dall’istituzione della legge sull’insegnamento dell’italiano per gli italiani emigrati e loro discendenti. "Facciamo studiare l’italiano nel mondo a quasi 300 mila studenti" e sono tanti anche i bambini "non necessariamente discendenti di italiani, quindi anche bambini locali" a cui viene offerto un primo approccio alla lingua italiana che, secondo l’ambasciatrice Ravaglia va resa sempre più "attraente" con corsi moderni e differenziati.

"Abbiamo enti gestori molto moderni che rendono appetibile l’italiano non solo ai bambini ma anche alle loro famiglie, ad esempio a New York sono stati organizzati dei corsi collegati alla gastronomia italiana" ospitati da Eataly. "Con risorse calanti di soldi e personale puntiamo molto sulla formazione" ha spiegato Ravaglia, che ha parlato della collaborazione che la direzione generale ha avviato con le università per stranieri di Perugia e Siena per mandare all’estero i laureati specializzati in insegnamento dell’italiano per insegnare come si insegna l’italiano, quindi formare nuovi formatori. E non manca la collaborazione costante con le "nostre collettività all’estero" che "ci sono di grande aiuto" per la diffusione della lingua e cultura italiana in tutto il mondo.

LA DANTE ALIGHIERI Il segretario generale della Società Dante Alighieri, Alessandro Masi, fa un bilancio positivo della due giorni "L’italiano nel mondo che cambia", dedicata alla lingua del Belpaese organizzata dal Ministero degli Affari Esteri. "Per la prima volta si ha la consapevolezza dell’importanza del ruolo della lingua italiana in ambito culturale". Masi sottolinea che: "noi diamo per scontato che l’italiano sia la nostra lingua ma non abbiamo chiaro che la nostra lingua é parlata da milioni di persone nel mondo ma, soprattutto viene studiata e amata". Tra le cose emerse a Firenze, secondo Masi, "è molto importante che si sia capito che l’italiano, pur non essendo una lingua veicolare come l’inglese o lo spagnolo, offre concretamente delle opportunità in ambito culturale. Siccome l’Italia dalle Alpi a Palermo é tutta un tesoro culturale, il binomio diventa perfetto". Terzo punto importante emerso dai lavori fiorentini, secondo Masi è "l’aver collegato Roma, il ministero e le strutture che si riferiscono al Mae e lavorano al Sistema Paese, con le nostre Comunità all’estero. per la prima volta si sta stabilendo un contatto anche critico, difficile complesso ma essenziale per riprendere quel filo lasciato in sospeso con gli italiani che vivono nel mondo".

IL CGIE "Il retroterra emigratorio italiano, molto vasto ancora, mutevole e articolato, rappresenta il riferimento fondamentale dell’italofonia nel mondo e richiede un metodo di intervento diversificato all’interno del sostegno alla lingua e cultura italiana". Lo ha detto il consigliere del Cgie Norberto Lombardi intervenendo a Firenze in occasione degli Stati generali della lingua italiana. "Va salvaguardato – ha aggiunto Lombardi – al di là delle vicende economiche e dei tagli che ci sono stati". Per quanto riguarda la cultura italiana e le culture italofone, "finora c’è stata unidirezionalità di comunicazione – ha sottolineato Lombardi – tra la cultura italiana e le nostre comunità", ma, secondo il consigliere Cgie, l’idea di italianità "deve essere plurale e globale".