Italiani all’estero, musica italiana in Mozambico: a scuola dal liutaio

Si e’ conclusa con successo l’avventura mozambicana di Michele Dobner, il liutaio italiano volato nel Paese africano per insegnare le tecniche di riparazione e manutenzione di strumenti a corda nella facolta’ di Comunicazione e Arti (Eca) dell’Universita’ ‘Eduardo Mondlane’. Cinque gli allievi, tra cui uno sudafricano, che lo hanno seguito, desiderosi di imparare. "Sono state tre settimane di intenso lavoro e qui il ritmo e’ differente, per cui ci vuole piu’ tempo a far digerire delle cose che magari non sono state mai affrontate o mai capite", ha raccontato Dobner, uno dei costruttori italiani di strumenti ad arco piu’ affermati. Dobner ha insegnato il restauro e la manutenzione di strumenti ad arco, molti dei quali donati all’Universita’ da ‘Milano Musica’ attraverso ‘Music Fund’, un’organizzazione belga che da anni e’ impegnata, in Paesi in via di sviluppo e nelle zone di conflitto, nella raccolta di strumenti musicali e la formazione di esperti di liuteria e riparazione di strumenti musicali.

"Gli strumenti musicali, specialmente quelli ad arco, hanno una problematica complessa per cui ho cercato di focalizzare i problemi principali per far si’ che questi strumenti potessero poi essere utilizzati in una maniera piu’ corretta". Il progetto, iniziato lo scorso anno, ha offerto gli attrezzi per mettere in pratica tutto quello che gli allievi, molti dei quali musicisti, hanno imparato. "Abbiamo creato un sostegno, attraverso ‘Milano Musica’, che ha partecipato insieme a ‘Music Fund’, e abbiamo donato una serie di attrezzi per poter portare avanti il lavoro di manutenzione, finora introvabili in Mozambico". Milano Musica e la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa della Lombardia hanno promosso anche il seminario per tecnici del suono, a Maputo. Non ha incontrato strani e coloriti personaggi come il protagonista del romanzo ‘L’Accordatore di piano’, ma l’intervento piu’ curioso che Dobner ha dovuto affrontare, a Maputo, e’ stato con un contrabbasso. "Un contrabbassista ci ha portato il suo strumento con il ponticello che stava collassando, e l’abbiamo riparato. Ma lui diceva che da tanti anni sentiva uno strano rumore che non riusciva a definire, veniva da dentro il contrabbasso. Con una lampada particolare di ispezione interna della cassa, abbiamo visto che c’era davvero qualcosa di strano. Era uno scarafaggio, ormai morto, ma continuava a dare quella vibrazione allo strumento che fino ad allora non si era riuscito ad eliminare. Tirato fuori lo scarafaggio, il contrabbasso e’ tornato al suono normale".

Gli allievi si cimenteranno con la manutenzione degli strumenti musicali della Scuola Nazionale di Musica, rimasti inutilizzati per mancanza di manutenzione per tanto tempo. "Sara’ un vero laboratorio! E io, a distanza, li aiutero’", dice Dobner. Il prossimo passo sara’ la creazione di borse di studio per portare alcuni allievi a Cremona, dove c’e’ la piu’ alta concentrazione di liutai, con 150 botteghe artigianali ufficialmente aperte. Vorrebbe candidarsi Angelina Chirindza, una violinista e insegnante di musica alla Eca, che finalmente ha imparato a mettere l”anima’. "E’ stato davvero difficile imparare a inserire l’anima, quel listello di 6 mm. Dentro la cassa armonica. Ma dopo averne messe dieci, finalmente ci sono riuscita. Ho partecipato alla formazione perche’ volevo sapere di piu’ sulle patologie degli strumenti ad arco, in particolare del violino, visto che lo suono, per imparare a fare la diagnosi e poi trovare la cura, anche per aiutare la conservazione del patrimonio di strumenti musicali della Eca".