Immigrati? Prima gli italiani. No al razzismo al contrario – di Leonardo Cecca

Mi piace vivere in un Paese ove non si fa altro che pensare ai "poveri cristi", che vivono nei Paesi devastati dalle guerra, da lotte tribali, da carestie, epidemie e chi più ne ha più ne metta; l’importante è, come insegnano illustri personaggi, tipo la Presidenta della Camera, che quei poveri cristi vengano da oltre confine ed in particolar modo che abbiano affrontato su barche fatiscenti l’ira degli scafisti e le insidie del mare. Non c’è alcun dubbio che costoro devono essere aiutati, ma la domanda è questa: aiutarli quando vengono da noi, oppure, come penso sarebbe meglio, direttamente nei loro paesi?

Ci siamo mai chiesti quanti di costoro, anche se una minoranza, vengono già arruolati nei loro paesi di origine per venire da noi a consumare atti illeciti? E’ vero che da noi abbiamo molti che si vantano di non far niente e di campare con la miriade di assegni che le amministrazioni centrali e periferiche elargiscono al solo scopo di raccattare voti, ma abbiamo, purtroppo, anche una moltitudine di persone che vivono sotto quella che viene definita "soglia di povertà". Ebbene, con questi poveri come la mettiamo? Nessun governo, nemmeno l’attuale, ha provveduto in questo senso e, per di più, non c’è nessuno che si rattrista pensando a costoro.

C’è da pensare agli immigrati in quanto spesso devastano i centri di accoglienza poichè troppo spartani, fanno sciopero perchè non gradiscono l’albergo ove alloggiano e fanno anche sciopero della fame in quanto il cibo fornito gratuitamente non è vario e/o non appetibile, invece i poveri nostrani, gente temprata, vive come può in alloggi fatiscenti e per mangiare è poco schizzinosa, si accontenta di quello che trova nei cassonetti dei rifiuti.

Sarebbe anche doveroso pensare a quanti datori di lavoro si sono uccisi perchè sommersi dalle tasse, tasse dalle quali viene prelevata quella montagna di denaro per finanziare la boiata di tutte le boiate, "Mare Nostrum". E’ proprio vero che è bello vivere in un Paese ove tutti pensano alle sofferenze degli altri, purchè non siano italiani; mi viene persino da pensare che viviamo una forma "rintorcinata" di razzismo.