Il pesto genovese potrebbe un giorno arrivare nello spazio, fino alle future missioni dirette su Marte. Non è fantascienza ma una ricerca scientifica in corso sviluppata dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, che sta lavorando a una tecnologia innovativa per coltivare piante anche in condizioni estreme.
L’obiettivo è permettere agli astronauti di far crescere basilico nello spazio, ingrediente fondamentale per la preparazione del tradizionale Pesto Genovese.
La tecnologia per coltivare piante nello spazio
La ricerca, presentata dalla scientific project manager Despoina Kossyvaki, si basa su una speciale tecnologia idrogel che consente la crescita delle piante senza l’utilizzo di suolo e con quantità minime di acqua.
“Abbiamo sviluppato una tecnologia idrogel che permette alle piante di crescere anche senza terreno e con pochissima acqua. I semi possono svilupparsi anche nello spazio”, ha spiegato Kossyvaki.
Il materiale è realizzato con biopolimeri naturali, tra cui la carragenina, un additivo estratto dalle alghe. In una delle prossime missioni europee, astronauti europei e statunitensi porteranno con sé una piantina di basilico coltivata proprio con questo sistema.
Il pesto tra tradizione e innovazione
La ricerca rappresenta un esempio di come una delle ricette simbolo della cucina ligure possa diventare protagonista anche dell’innovazione scientifica e delle future missioni spaziali.
Nel frattempo a Genova cresce l’attesa per il Campionato Mondiale di Pesto Genovese, la competizione internazionale dedicata alla celebre salsa ligure, la cui finale è in programma il 21 marzo.
Concorrenti da tutto il mondo
Per l’edizione 2026 della gara sono attesi 100 finalisti, di cui 66 uomini e 34 donne. Tra loro anche numerosi partecipanti provenienti dall’estero: saranno infatti 22 i concorrenti internazionali.
Tra i partecipanti più curiosi c’è Craig Stanley Wales, 72 anni, originario delle Hawaii e grande appassionato di Genova, che riceverà il tradizionale riconoscimento assegnato al concorrente arrivato da più lontano dall’associazione A Compagna.
Durante la finale i concorrenti dovranno preparare il pesto utilizzando solo i sette ingredienti previsti dalla ricetta ufficiale: basilico, aglio, pinoli, parmigiano reggiano, pecorino, olio extravergine di oliva e sale.
Cultura gastronomica e nuovi premi
L’evento del 2026 vedrà anche l’esordio del Premio letterario Pietro Cheli, riconoscimento dedicato ai libri che raccontano e valorizzano la cultura dell’enogastronomia.
Tra tradizione culinaria e innovazione scientifica, il pesto genovese continua così a rappresentare un simbolo della cultura italiana nel mondo. E chissà che un giorno il profumo del basilico non arrivi davvero anche su Marte.































