Escort a Firenze: parla Alessandro Maiorano, gola profonda di Palazzo Vecchio – di Barbara Laurenzi

Roma – “Voi non avete idea, quel palazzo ha mille occhi. Firenze è una città piccola, ci si conosce tutti e ognuno sa quello che fa l’altro”. Il palazzo in questione è, naturalmente, Palazzo Vecchio e l’uomo che ne racconta i segreti è lo stesso che, da anni, tenta di farne tremare i corridoi. Alessandro Maiorano, dipendente comunale già noto per aver acceso i riflettori della Corte dei Conti sulle spese dell’amministrazione Renzi, è ora indicato come la gola profonda che avrebbe dato il via all’inchiesta sul giro di escort in grado di scuotere la Firenze dei piani alti.

Maiorano aveva presentato un esposto su presunti casi di assenteismo in Comune – che Italiachiamaitalia.it ha potuto visionare – e, partendo da qui, gli inquirenti si sarebbero imbattuti in un giro di prostituzione che vedrebbe coinvolti numerosi esponenti politici locali. “I giornali dicono che sono stato io a innescare la vicenda ma non ne sono certo, non posso dire con sicurezza che l’inchiesta sia partita da me”.

Sarà anche inconsapevole, ma di certo il dipendente comunale non vede l’ora di parlare con la stampa. Non lesina interviste, né materiale fotografico su se stesso o sulle fatture presentate al ministero del Tesoro. In realtà il nome di Maiorano è già noto alle cronache per la sua scarsa simpatia nei confronti del sindaco. Tanto che, quando gli si chiede se anche Matteo Renzi potrebbe essere coinvolto nelle serate a luci rosse, Maiorano lo scagiona con malizia: “Non mi sembra il tipo. E poi, tutti quelli che giocano a pallone con lui dicono che è poco dotato…”.

Lei non ne è sicuro, ma sono in molti a indicarla come la gola profonda di palazzo Vecchio. Ha presentato l’esposto appositamente per fare in modo che venissero alla luce altri scandali?

“No, assolutamente. Non sapevo nulla del giro di escort – assicura a Italiachiamaitalia.it -, il mio esposto è nato con l’obiettivo di segnalare determinati casi di assenteismo in Comune. Già nel 2011, a ottobre, mi ero confrontato verbalmente con due carabinieri facendo loro presente che c’era qualcosa di poco chiaro nella segreteria del sindaco di Firenze”.

Che cosa intende con i termini ‘poco chiaro’? Aveva intuito le frequentazioni di alcuni esponenti del Comune con il giro di escort?

“No, mi riferivo ai presunti casi di assenteismo che si sono verificati all’interno della segreteria del sindaco Renzi”.

Per quale motivo ipotizza che i dipendenti della segreteria non si recassero in ufficio?

“Per un motivo molto semplice, ho chiamato diverse volte la segreteria del sindaco alle 8.00 di mattina e ogni volta mi è stato risposto, dalla persona che prendeva la chiamata, che ‘non c’era nessuno’. Una segreteria faraonica, composta da diciassette persone, e nessuno era mai in servizio alle otto di mattina. Alla terza telefonata di questo tipo ho deciso di presentare quell’esposto”.

Probabilmente, anche se chiamasse il Comune di Roma alle 8.00 di mattina le verrebbe risposto che molti dipendenti non sono ancora arrivati. Non ha provato a richiamare verso le 10.00?

“No, non ho richiamato verso le 10.00, li ho cercati sempre di mattina presto perché pensavo che più tardi sarebbero stati maggiormente impegnati. L’orario dei dipendenti del Comune di Firenze va dalle 7.30 alle 13.30 oppure dalle 8.00 alle 14.00 e quindi, se chiamo alle otto di mattina, ho il diritto di parlare con qualcuno”.

Per quale motivo chiamava la segreteria?

“Chiamavo per avere risposte in merito ad alcune mie domande di trasferimento”.

La segreteria del sindaco di Firenze si occupa dei trasferimenti?

“No, se ne occupa l’ufficio del personale”.

Per quale motivo, allora, lei chiamava il gabinetto del sindaco?

“Volevo parlare con Renzi e spiegargli il motivo che mi portava a chiedere il trasferimento. Vivo con mia madre malata e speravo che lui, umanamente, mi comprendesse”.

Chiamava da un’utenza privata?

“Sì, dal mio telefono cellulare”.

Magari non avevano voglia di prendere la chiamata, visto che non si occupano loro dei trasferimenti.

“Dovevano prendere la mia chiamata, sono tenuti a farlo”.

In alcune sue recenti dichiarazioni, ha dichiarato di avere un motivo personale di astio nei confronti di Matteo Renzi. Qual è questo motivo?

“Sono ritornato al lavoro dopo due anni di aspettativa nel corso dei quali ho assistito mia madre, gravemente malata e invalida al cento per cento, con la quale vivo a Prato. Quando sono rientrato, però, mi sono ritrovato trasferito, senza alcuna motivazione, in una nuova sede lontana dall’autostrada Firenze-Prato nonostante la vecchia amministrazione mi avesse assicurato che sarei tornato nello stesso posto. Allora ho inoltrato una lettera di richiesta al sindaco che, per sette mesi, non mi ha mai risposto. A quel punto ho deciso di rivolgermi ai giornali e solo allora sono stato trasferito in un’altra sede ancora, diversa dalla vecchia, ma vicina all’autostrada”.

Il sindaco ha mai risposto alla sua lettera?

“No, mi ha telefonato un suo scagnozzo per dirmi che sarebbe stato meglio mettere un punto al polverone mediatico che avevo sollevato sul caso”.

Per quale motivo parla di ‘scagnozzo’? Il collaboratore del sindaco ha usato toni minatori?

“No, è stato gentile, non intendevo dire questo. Non mi è piaciuto, però, l’atteggiamento di Renzi e allora ho deciso di interessarmi a lui, ho estrapolato milioni di fatture e elaborato una documentazione (che Italiachiamaitalia.it ha potuto visionare, ndr) che ho mandato al ministero del Tesoro. Un episodio del quale sono tutti a conoscenza e, come è noto, la Corte dei Conti dovrà ora pronunciarsi sulle spese del sindaco”.

Un episodio per il quale, però, al momento non esistono indagati.

“Non so perché non esistano indagati, bisognerebbe domandarlo alla Guardia di Finanza e ai colonnelli Piccini e Cuzzocrea che mi hanno interrogato mesi fa. Ho consegnato a loro le fatture da trenta milioni”.

Come ha avuto queste fatture?

“Le ho reperite attraverso il sito di un politico di Firenze di opposizione che ha messo on line le spese di Renzi, venti milioni dal 2004 al 2009 in spese di rappresentanza come presidente della Provincia di Firenze, altri nove milioni in relazione alla Florence Multimedia e, inoltre, ho parlato con la Guardia di Finanza dei trenta milioni spesi per le cento assunzioni a chiamata diretta degli amici del sindaco. Queste cose sono venute alla luce perché mi ha aiutato un funzionario del ministero del Tesoro, altrimenti nessuno mi avrebbe ascoltato. Già nel 2009 c’è stato chi ha tentato di far aprire un fascicolo contro Renzi per i milioni che aveva speso. Nessuno si domanda come mai il sindaco non mi denuncia? Non lo fa perché ho tutti i documenti e le fatture”.

Forse non la denuncia per rispetto verso la sua situazione personale, lei stesso ha parlato di senso di umanità.

“Non mi risponde perché lui risponde solamente ai grandi, è uno che ambisce a diventare il padrone dell’Italia e spera che tutto finisca in una bolla di sapone”.

Lei, invece, non sembra intenzionato a dargliela vinta.

“Sono intransigente quando si tratta di soldi pubblici. Renzi ha dilapidato i nostri soldi, quelli delle nostre tasse. Non è giusto che abbia speso quasi sessanta milioni di euro”.

Se tutte queste spese immotivate fossero vere, per quale motivo la questione non verrebbe sollevata dall’opposizione?

“Perché a Firenze non c’è opposizione, la destra non ha la schiena dritta. Maggioranza e opposizione vanno a braccetto. Anche la stampa è schierata. Il Corriere ‘fiorenzino’, e non fiorentino, La Nazione, Repubblica di Firenze. Su questi giornali non ho mai letto alcuna parola contro Renzi.  Solo una cosa mi rende veramente contento, sapere che a ottobre arriverà Ilda Bocassini a Firenze. Non vedo l’ora”.

Per ora la Boccasini è ancora in corsa per la procura di Firenze. Spera che operi nei confronti di Renzi con la stessa determinatezza già dimostrata con Berlusconi?

“Sì, assolutamente. Lo ripeto, non vedo l’ora. Le ho anche scritto sulla sua pagina Facebook, qui ci vuole una persona come lei”.

Lei lavora in Comune e ha dato il via, involontariamente, all’inchiesta sulle Escort a Palazzo Vecchio. Conosce anche i nomi delle altre persone coinvolte?

“Sappiamo già tutti chi è il funzionario del Comune, il capo segreteria dell’ex assessore Mattei. Sugli altri nomi, invece, non so dire nulla perché ne girano tanti, molti politici, gente di destra e di sinistra. Per ora, però, sono solo chiacchiere”.

C’è anche il nome di Renzi tra quelli dei politici coinvolti nel giro di escort?

“Non lo so, finora è stato accertato solamente che c’è un suo assessore e un funzionario. Non credo, però. Non mi sembra il tipo, lui pensa ad altro. La procura non si sbilancia e ora è saltato fuori questo terzo fascicolo, per di più secretato. Vediamo se usciranno fuori i nomi che circolano ora nei corridoi. Mi sembra che ce ne sia abbastanza per far saltare la poltrona di Renzi, indipendentemente da una sua eventuale partecipazione alle serate con le escort”.