Berlusconi, dopo la condanna Forza Italia mette il turbo – di Gabriele Polizzi

Silvio Berlusconi, da condannato in via definitiva, “tira” più di prima. Proprio così. I più recenti sondaggi parlano chiaro: dopo il verdetto finale nel processo Mediaset, il Cav e il PdL crescono nei consensi. Alla faccia della sinistra, dei suoi giornali e persino di quella parte “fortemente politicizzata” della magistratura italiana. Dunque, il primo effetto ottenuto dai giudici della Corte Suprema è stato quello di aumentare la popolarità del Berlusca e la forza del suo partito. Il secondo effetto? Forza Italia mette il turbo.

Se qualcuno aveva sperato che la decisione del “Palazzaccio” potesse in qualche modo frenare l’onda azzurra, beh, si sbagliava di grosso. Sono i sondaggisti più conosciuti ad affermare che, nonostante la condanna, non ci saranno ricadute di consensi per il Cavaliere e il PdL.

Nicola Piepoli, presidente dell’Istituto Piepoli, spiega: “Il Cavaliere non ha ancora percorso il suo viale del tramonto”. Non ci sarà “alcun contraccolpo. Il governo resta in carica e il Pdl non ne esce sconvolto, era tutto prevedibile. L’effetto ermellini farà scattare nel Cavaliere la voglia di accelerare il processo per il nuovo partito del centrodestra. Come sempre, chi decide e’ lui: se Berlusconi vuole davvero passare a Forza Italia, la cosa accadrà domani”. Secondo Piepoli, tuttavia, il nuovo partito non si chiamerà come quello che portò Silvio alla vittoria nel ’94: “un nome ‘antico’ potrebbe sapere di stantio. Probabilmente il Cavaliere cercherà un nome o un ‘abito’ nuovo”.

Renato Mannheimer, presidente dell’Ispo, rivela: “Dai primi sondaggi, gli elettori di centrodestra sono tra l’80 e il 90% con Berlusconi”. Secondo il sondaggista “è difficile pensare in una diminuzione del PdL, il partito mantiene le sue posizioni. Tutto dipendera’ da cio’ che fara’ Berlusconi nell’immediato futuro”.

Anche secondo Maurizio Pessato, vicepresidente di Swg, “dopo la decisione della Cassazione, per l’area di centrodestra non cambia nulla. I numeri del PdL sono molto compatti, mentre Berlusconi rispetto alla scorsa settimana è persino cresciuto”.

Antonio Noto, direttore Ipr Marketing, ricorda che prima della sentenza “il Pdl era al 26-27%, con un +5% rispetto alle politiche di febbraio. Che si chiami Pdl o Forza Italia, il segreto e’ sempre Berlusconi. La fiducia nel Cavaliere e’ stabile e viaggia tra il 27 e il 30%”. Non è finita: secondo Noto, persino i domiciliari potrebbero far bene, a livello di consenso, a Silvio e al suo partito: “un Berlusconi ai domiciliari, che non potrebbe parlare in una eventuale campagna elettorale a ottobre, potrebbe far scattare un effetto emotivo nell’elettorato. In quel caso il silenzio del Cavaliere sarebbe molto rumoroso. E chissà…”.

Insomma, la partita è davvero tutta da giocare. Il PdL è compatto e ha deciso di lasciare ogni decisione per il futuro prossimo al proprio leader. Del resto, non potrebbe essere altrimenti. E’ solo lui, Silvio, a poter dettare la linea adesso: ha ricevuto un forte pugno allo stomaco, ma è pronto a rialzarsi e ad affrontare a testa alta le prossime settimane. Su tutto il quadro, pende l’incognita del ritorno alle urne: sarà crisi di governo e voto anticipato? La strada, leggendo fra le righe di certe dichiarazioni ed osservando attentamente i fatti e le posizioni di ciascuno, sembra essere proprio quella.