Zika, gli States si affidano all’Italia – di Roberto Zanni

E’chiamato HHS, si tratta del United States Department of Health and Human Services, il dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti, il dicastero del governo federale degli USA che si occupa della salute dei cittadini. E l’Office of the Assistant Secretary for Preparedness and Response (ASPR) del HHS, ha annunciato di essere arrivato a un accordo con la DiaSorin Group per sviluppare ulteriori test sul virus Zika che potrebbero aiutare i medici a determinare più velocemente se un paziente è stato infettato recentemente. "Accurati, precisi test diagnostici per determinare se qualcuno è stato infettato recentemente dal virus Zika – ha spiegato il Dr. Richard Hatchett facente funzioni del direttore del Biomedical Advanced Research and Development Authority (BARDA) del ASPR – sono fondamentali per garantire le migliori cure durante l’epidemia in corso. Identificare i casi di Zika più velocemente aiuta le persone a prendere le dovute cautele per evitare addizionali trasmissioni e aiuta a proteggere le donne incinta e altri soggetti a rischio".

L’accordo tra HHS e DiaSorin è stato raggiunto sulla base di 2,6 milioni di dollari. Ma c’è un ulteriore aspetto che vale la pena sottolineare: DiaSorin Group è un gruppo italiano che ha la propria sede centrale a Saluggia, paese che si trova nella provincia di Vercelli in Piemonte. Negli States però la DiaSorin ha una sede anche a Stillwater, che si trova nello stato del Minnesota. DiaSorin è una società per azioni che è a capo di un gruppo composto da 28 società, leader nelle biotecnologie, e opera nella settore della commercializzazione di kit reagenti destinati alla diagnostica in vitro, nei segmenti della immunodiagnostica e della diagnostica molecolare. La piattaforma produttiva del gruppo è articolata in diversi stabilimenti che si trovano in Europa, Stati Uniti e Africa, è quotata in borsa e il maggior azionista è Finde SS. Questo accordo con il dipartimento della salute americano, su uno degli argomenti più critici, nel panorama della sanità attualmente, porta il gruppo italiano a una popolarità improvvisa, dovuta poi al fatto che il gruppo piemontese, nato nel 1968 come centro di ricerca nucleare dalla joint venture tra Fiat e Montecatini, ha sviluppato un test di laboratorio automatizzato, sviluppato dall’azienda, che può analizzare fino a 120 campioni in una volta sola e arrivare ai risultati entro un’ora. Ecco la chiave che ha portato la DiaSorin nel radar della HHS: grande rapidità, alta capacità di analizzare i campioni ed è ciò che in tutto il mondo si ha bisogno per la lotta contro il virus Zika.

I test della DiaSorin sono sierologici, cioè cercano gli anticorpi prodotti dalla risposta immunitaria del corpo al virus. Il corpo umano produce la prima risposta al virus Zika dopo due settimane dall’infezione e fino a tre mesi più tardi. Ecco perchè i test sierologici sono determinanti nel verificare se qualcuno è stato recentemente infettato da Zika. Da queste basi si è partiti per il contratto tra HHS e il gruppo italiano per lo sviluppo dei test diagnostici, miglioramento del design che potrebbe essere  necessario, produzioni di preparati e sviluppi clinici che potrebbero necessitare poi della domanda di approvazione alla US Food and Drug Administration. La Biomedical Advanced Research and Development Authority (BARDA) sta cercando di far avanzare diversi test diagnostici sulla Zika per aiutare a migliorare la loro disponibilità e potenzialità al fine di arrivare a costi più limitati per i pazienti.

Solo uno su cinque infettati dal virus sviluppano sintomi che generalmente sono lievi: i più comuni febbre, eruzioni cutanee, dolori alle articolazioni, congiuntiviti e occhi rossi, generalmente da qualche giorno fino a una settimana. Di solito non si arriva al ricovero in ospedale e solo in casi davvero rarissimi possono diventare mortali. Ecco perchè molti possono non accorgersi di essere stati contagiati, ma le infezioni da virus Zika durante la gravidanza possono portare a gravi malformazioni nel feto. In assenza di finanziamenti da parte del Congresso, per rispondere a Zika la HHS ha riproposto 374 milioni di dollari presi da altri programmi al fine di dare un contributo per le attività nazionali di preparazione e risposta al virus. Ad agosto le agenzie della HHS hanno impegnato 231 milioni di questi fondi, dei quali 85 milioni sono stati destinati a BARDA che, con il finanziamento destinato a DiaSorin ne ha già utilizzati 43,9 milioni di dollari al fine di sviluppare vaccini, diagnostici, test di analisi del sangue e riduzioni tecnologiche patogene con partner privati del settore. Oltre a tutto ciò ASPR fornisce campioni di sangue Zikapositivi per aiutare chi sta sviluppando nuovi test più accurati.

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