Yara, ultima proroga: 6 mesi per trovare assassino

Adesso è una corsa contro il tempo quella degli inquirenti che, ininterrottamente da ormai 19 mesi, nella Bergamasca indagano sull’omicidio di Yara Gambirasio. Su di loro incombe infatti la scadenza dei 6 mesi, l’ultima proroga all’indagine chiesta in queste ore dal pm titolare dell’inchiesta, Letizia Ruggeri, al gip Ezia Maccora. L’esito positivo alla richiesta è pressoch‚ scontato, vista la delicatezza dell’incarico, risolvere il mistero di Yara sparita a poche centinaia di metri da casa,a Brembate Sopra, il 26 novembre del 2010 e trovata morta tre mesi dopo a qualche chilometro di distanza.

L’attenzione è tutta puntata sul Dna, dal momento che in tanti mesi non sarebbe spuntato un solo indizio, ne’ alcuna testimonianza attendibile. C’e’ invece quella flebile, traccia di materiale genetico trovata sul corpo della ragazzina tredicenne. Una traccia ritenuta fin da subito ‘altamente indiziaria’ dagli inquirenti. E’ l’unico appiglio per una indagine che non ha mai registrato grandi svolte. Tutte le altre piste seguite si sono rivelate una strada nel vuoto.

Finora polizia e carabinieri hanno raccolto migliaia di profili genetici da confrontare con il Dna trovato sul corpo di Yara: già oltre 10 mila gli incroci effettuati. In un caso uno dei campioni era risultato avere un numero piú alto dei punti di concordanza e gli inquirenti avevano ipotizzato potesse appartenere a un familiare stretto del presunto assassino, ma questo filone dell’indagine – esteso a tutta la parentela – si era poi interrotto perch‚ non era risultato alcun parente con ancora maggiore concordanza nel profilo genetico. Per questo si era anche ipotizzata l’eventualità di un figlio illegittimo. Pista suggestiva, ma finora senza alcun riscontro nella realtà.

Ora il rischio è che, ottenuta l’ultima proroga, all’inizio dell’anno prossimo il pm sia costretto ad archiviare l’indagine senza che si sia mai scoperto il nome e il volto di chi ha ucciso Yara.

Per i prossimi 6 mesi l’attenzione sarà dunque puntata sui laboratori dei carabinieri del Ris di Parma, dove sono raccolti i campioni ancora da confrontare: campioni che gli inquirenti hanno raccolto in tutti questi mesi sulla base di incroci con le celle telefoniche per individuare le persone che si trovavano a Brembate Sopra il 26 novembre 2010. In quel pomeriggio piovoso, Yara, seconda di 4 fratelli, promessa della ginnastica artistica, era uscita dalla palestra verso le 18,30 per tornare a casa. Settecento metri da percorrere durante i quali spari’ nel nulla. Per settimane si mobilitarono forze dell’ordine, unita’ cinofile e volontari da tutta Italia per cercarla. La speranza era che fosse viva. Trovarono invece il suo corpo esattamente tre mesi dopo, il 26 febbraio del 2011, a Chignolo d’Isola, un paese vicino, a poco piu’ di una decina di chilometri dalla sua villetta. Era stata uccisa quasi sicuramente il giorno stesso in cui era sparita.

NESSUN COMMENTO

Comments