Voto all’estero, la proposta del CGIE: consiglieri come “figure di controllo”

L’idea è “coinvolgere i consiglieri del Cgie nel momento in cui le ambasciate indicano e scelgono la tipografia per la stampa delle schede elettorali”

Michele Schiavone, segretario generale del Cgie, in conferenza stampa al termine del Comitato di presidenza tenutosi alla Farnesina, fa sapere che il Consiglio generale degli italiani all’Estero “ha fatto delle proposte per ulteriori modifiche del processo elettorale all’estero, che dovrebbero permettere che il voto rispetti le prerogative dei cittadini”.

Schiavone annuncia inoltre che tra le proposte sul tavolo c’è anche “quella di coinvolgere i consiglieri del Cgie nel momento in cui le ambasciate indicano e scelgono la tipografia per la stampa delle schede elettorali”. La proposta del Cgie è di inserire delle “figure di controllo che possono esprimere pareri”.

Insomma, “una figura di controllo è necessaria”, sottolinea il segretario generale, che prosegue: “Ci sono alcuni paesi, soprattutto quelli di grande emigrazione, che già oggi prevedono la tracciabilità con il codice a barre nella fase di invio e di ritorno al consolato, ma questo non è possibile in tutti i paesi”.