Voto all’estero, chi pensa agli italiani nel mondo?

Esponenti del PD estero hanno preso le distanze da questa legge elettorale, dicendo di aver votato per obbedire al partito e rispondere alle esigenze del Paese. Ma delle esigenze degli italiani nel mondo quando se ne vorrebbero occupare costoro?

Ho letto e riletto le parole dell’On. Marco Fedi sulla vicenda dell’emendamento Lupi & Fiano, quello che consente anche a chi risiede in Italia di candidarsi all’estero: in commissione nessun deputato, a parte Cecconi del M5S, ha sollevato la questione. Tutti muti ad approvare i due emendamenti, presentati a pochi giorni dal voto in aula, senza dare la possibilità ai deputati di discutere.

Una evidente forzatura, voluta dal Pd e avallata da tutto il Paramento, tranne M5S, Mdp e Fdi. Il padre di questa legge elettorale, Rosato, si è compiaciuto del fatto che sia stata approvata da una larga maggioranza, 375 voti: mai successo nella storia repubblicana, ha detto. È anche vero che nella storia repubblicana non era mai successo che una proposta elettorale non presentata dal Governo fosse votata con una fiducia. Non voglio entrare nelle tecniche parlamentari, ma nella sostanza delle cose.

E mi fa piacere che Fedi faccia in un certo senso autocritica, dichiarando: “Siamo stati manchevoli nel metodo, perché non c’è stata alcuna discussione, né interna al PD né nella rappresentanza comunitaria né nella società civile. E questo nonostante le proposte avanzate dal CGIE e dai Circoli PD nel mondo relativamente alle modifiche da apportare alla 459 del 2001”.

Rimaniamo della convinzione che la circoscrizione estera è oggi fondamentale più di ieri: all’estero gli italiani diventano sempre più numerosi e c’è bisogno di maggiore rappresentanza. Qualificata. Non si è pensato di rivedere il ruolo del CGIE e dei Comites, riforma che si chiede da tempo, però si è votato “tout court” una legge che secondo me ha seri punti di incostituzionalità, perché lede i diritti di una parte del popolo Italiano.

Voto italiani nel mondo, le grinfie di Roma sulla Circoscrizione estero

Come Movimento Noi Italiani nel mondo ci batteremo alle prossime elezioni per avere la fiducia di tutti i connazionali che vivono all’estero e vogliono candidati conosciuti e presenti sul territorio in modo che siano loro, e non i trombati o i raccomandati in patria, a rappresentarli.

Che il PD mostrasse poco interesse per gli italiani nel mondo si era già capito ai tempi delle primarie: quando i tre candidati alla segreteria presentarono le loro mozioni non risultava una sola riga che si riferisse agli italiani all’estero. Bisogna avere il coraggio delle proprie idee e non può essere sufficiente che molti esponenti del PD estero abbiano preso le distanze da questa legge elettorale dicendo di aver votato per obbedire al partito e rispondere alle esigenze del Paese. Ma delle esigenze degli italiani nel mondo quando se ne vorrebbero occupare costoro?

Noi andiamo avanti con la nostra strada e il nostro impegno è quello di difendere i diritti degli italiani all’estero, perché Noi ci consideriamo Italiani con gli stessi diritti di chi vive in Patria. “Non chiediamoci cosa l’Italia può fare per NOI, chiediamoci cosa NOI possiamo fare per l’Italia”.

Comments