Voto all’estero, il grande lavoro di Mirko Tremaglia va onorato – di Gerolamo De Palma

Massimo Romagnoli, esponente di punta del PdL in Europa e presidente del Movimento delle Libertà, è stato molto chiaro durante l’ultima riunione tenutasi a Lugano lo scorso 8 novembre. Il presidente ha espressamente fatto notare che l’astensionismo al voto a cui abbiamo assistito nelle ultime elezioni in Sicilia potrebbe essere un vantaggio per gli italiani residenti all’estero: come potergli dare torto? Le esigenze di chi si trova al di là delle Alpi sono molteplici e di natura diversa, partendo dalla tassa sulla nettezza urbana pagata ingiustamente per 365 giorni l’anno sino alla recente tassa IMU che considera un turista l’italiano residente all’estero qualora dovesse possedere una casa in Italia, molto spesso ereditata e quindi non da considerarsi come casa di villeggiatura. Seconda casa? Ma sig. Monti, pago la seconda ma la prima dov’è? Noi considerati come turisti? Ma cosa ha permesso che ciò accadesse?

Cari concittadini, la colpa è prevalentemente nostra, avendo disertato il diritto di voto aggravato dal furbesco metodo adottato alle scorse elezioni dai gruppi di sinistra (e non solo, a dir la verità), scoperto quando ci si è accorti che molti concittadini residenti all’estero hanno votato senza saperlo ed addirittura hanno votato per loro italiani ormai defunti. Sicuramente la dovuta iscrizione alla lista elettorale, la copia del documento allegata al voto espresso per corrispondenza dovrebbero riuscire ad impedire che quanto accaduto si possa ripetere.

L’appello del presidente Massimo Romagnoli e di tutto il Movimento delle Libertà consta nel sollecitare tutti i concittadini residenti all’estero ad esprimere il loro diritto di voto per qualsivoglia schieramento, poiché non votando abbiamo dato l’erronea impressione di non essere interessati alla sorte della cara Italia, alla quale, invece, siamo legatissimi ed inseparabili anche se lontani fisicamente.

Le iniziative del presidente Massimo Romagnoli sono frutto di una continuata ricerca delle problematiche espresse dagli italiani stessi, in tutte le centinaia di riunioni organizzate in Europa e non solo.

Questo è un appello al non astensionismo di chi vota lontano dai confini italiani, una accorata richiesta di solidarietà umana espressa attraverso il proprio diritto di voto, indirizzando verso candidati che sono sempre a contatto con i cittadini all’estero, come il presidente Romagnoli fa da anni, il proprio voto espresso per corrispondenza.

Sicuramente non dovremmo votare gli ultimi candidati eletti, perché hanno permesso senza opporsi, contro il volere dei cittadini all’estero, la chiusura di consolati in tutto il mondo oltre ad essere sempre stati assenti dal dialogo costruttivo e costante: al contrario, Massimo Romagnoli e tutto il Movimento delle Libertà da anni senza mai stancarsi o chiedere nulla allo Stato, continuano a lavorare. Questo è difficile da smentire. Molto difficile per tutti gli altri schieramenti poter fare lo stesso: alcuni parlamentari si svegliano solo ora, in vista delle elezioni, quando per cinque anni non hanno nemmeno provato ad ascoltarci, quando non hanno dimostrato nemmeno un briciolo di attenzione nei confronti di noi figli lontani dalla nostra cara madre “ ITALIA”.

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