Voli aerei, La fine del low-cost?

La compagnia per eccellenza dei voli aerei low-cost, l’irlandese Ryanair, comunica una serie di rincari per quanto riguarda il trasporto dei bagagli a bordo dei propri aerei. Chi prenota online e si ricorda di indicare che ha anche un bagaglio, d’estate e a Natale paghera’ 25,00 euro e non piu’ 20,00. Ma chi non fa caso che il proprio bagaglio deve essere indicato al momento della prenotazione, oppure prenota tramite call center, per un collo paghera’ 60,00 euro e non piu’ 35,00.

Considerati i prezzi che questo vettore pratica per il trasporto su diverse destinazioni, va da se’ che l’operazione piu’ semplice di questo mondo (registrare i propri bagagli in aeroporto) costera’ piu’ del biglietto in se’.

Ryanair non e’ nuova a questo escamotage e alla propria riottosita’ al rispetto dei diritti dei passeggeri (alzi la mano chi e’ riuscito a farsi rimborsare un biglietto non usufruito per colpa del vettore stesso). Nel contempo continua ad essere la piu’ grande compagnia low-cost, per cui, se questo e’ l’andazzo, e’ legittimo pensare che la stagione dei prezzi stracciati sta per terminare… e nel modo peggiore, cioe’ con proposte commerciali ingannevoli dove il basso costo pubblicizzato del biglietto non e’ piu’ tale: tasse aeroportuali che spesso sono piu’ onerose del biglietto, onerosi balzelli di prenotazione mal o non indicati, trasporto bagagli a prezzi come sopra, servizi a bordo tutti a pagamento. Insomma, un mix di costi mal o non indicati che, alla fine, fanno si’ che il biglietto si avvicini o superi il costo di un vettore non low-cost.

Non e’ un caso, infatti, che il mirino e le sanzioni dell’Antitrust sono di casa alla loro sede legale.

Eppure sarebbe cosi’ semplice far pagare un servizio per quello che e’ e non “drogarlo” per svettare tra i piu’ vantaggiosi: una parabola discendente che compromette e forse mette la parola fine ad una lunga stagione che ha favorito la mobilita’ transnazionale; la fine di una illusione di un mondo a facile portata? Probabile, ma avremmo gradito fosse una parabola non disseminata di trucchetti e inganni.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc*
*Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

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