Vittorio Feltri, ‘oggi Renzi non ha rivali. E Berlusconi…’

Vittorio Feltri, giornalista, fondatore di Libero e attualmente editorialista del Giornale, intervistato dal Fatto Quotidiano commenta ciò che sta avvenendo nel centrodestra italiano, guardando a Forza Italia in particolare: “Negli ultimi tempi abbiamo assistito a uno sfarinamento del partito fino a ridurlo al lumicino", "io tiro sempre fuori la metafora del salamino. La prima fetta l’ha tagliata Casini, la seconda l’ha tagliata Fini, la terza fetta l’ha tagliata Alfano, una fettina l’ha tagliata la Meloni, un’altra fettina è sul punto di tagliarla anche Fitto… è ovvio che a Silvio è rimasto solo il culetto".

“Se il partito si è spezzettato così, le prime responsabilità sono del capo: qui non c’è Cassazione che tenga. Però – prosegue Feltri – è anche vero che i leader non si trovano: emergono da sé. Non è che Matteo Renzi sia stato trovato da Bersani. Si è imposto, è diventato segretario e poi premier. Dobbiamo dedurne che in Forza Italia non c’è mai stato uno con la forza di Renzi".

"Alfano? E’ un bravo ragazzo, ma gli manca il quid". E Salvini ce l’ha il quid? "Direi di sì. Anche lui non è mica stato nominato da Bossi. Si è imposto da solo, e ha rivitalizzato una Lega che era con un piede nella fossa" ma "da segretario della Lega a capo del centrodestra di strada ce n’è da fare".

Insomma, la verità per Feltri è che “al momento Renzi è riuscito a portare una ventata di pseudo aria fresca e non ha praticamente rivali. Ma gli eredi devono avere il tuo Dna. E contrariamente a quel che si dice, io sono convinto che Renzi non abbia nulla in comune con Berlusconi, se non la voglia di comandare e di imporre la sua volontà. Per il resto i due hanno una visione completamente diversa del mondo e della vita. Ammesso che Berlusconi ne abbia ancora una".

NESSUN COMMENTO

Comments