Hanno vinto populisti e demagoghi

Populisti e demagoghi hanno giocato di pancia e hanno vinto sulle ragioni del Sì e sulla buona prova di governo di un premier giovane e appassionato

“Ti taglieranno fuori / tu e le tue convinzioni… troppi fucili contro”. Spalle al muro: è il titolo di una malinconica canzone di Renato Zero che sintetizza la sconfitta di Renzi e di quanti hanno creduto in lui; soffrendo i commenti cinici dei rappresentanti dei partiti di opposizione in parata sulle reti televisive. In testa un gasatissimo Salvini, seguito da una Carfagna strabordante di parole e da un Fassina sorprendentemente vitale.

Tanti leoni affamati pronti a sbranare si sono succeduti questa notte nell’arena mediatica; e non è mancato all’appello il pollice verso del solito Travaglio, impegnato sulla rete di riferimento a stigmatizzare il successo della sua linea editoriale con un ghigno di soddisfazione evidente anche nella fisiognomica.

Cosa sta succedendo all’Italia? E agli italiani? Populisti e demagoghi hanno giocato di pancia e hanno vinto sulle ragioni del Sì e sulla buona prova di governo di un premier giovane e appassionato; uniti ma distanti si apprestano a impadronirsi delle istituzioni e perfino a rivoluzionarle nella completa inconsapevolezza di cittadini ammaestrati come scimmiette da circo.

populismoE’ in crisi la società: troppi i senza lavoro, i nullafacenti, gli incapaci di adeguarsi alle regole e ai ritmi di un’economia di sviluppo; trascinati dalla rabbia e dall’invidia per chi vale e ha successo, costoro attribuiscono le loro carenze personali allo Stato e a chi governa. Non pensano a migliorarsi e a conquistarsi da soli un posto al sole; protestano e pretendono, incitati da chi solletica il loro istinto di conservazione. Sono state le nuove leve grilline e gli eredi della filosofia leghista a condizionare le scelte. Vedremo come sapranno rispondere a chi li ha votati aspettandosi subito il reddito di cittadinanza e le ruspe.

Non è questo il Paese dove voglio vivere e far vivere i miei figli e i miei nipoti. Se questo è oggi il popolo italiano, violento e irrazionale, non voglio farne parte. Mi sento cittadina del mondo e voglio scegliermi un luogo dove respirare aria buona e coltivare la pace; l’odio e la mancanza di pietà che ho visto nelle reazioni di queste ore mi resteranno per molto tempo nell’anima. Comincerò altrove e in orgogliosa solitudine un percorso di rimozione necessaria e totale; ma non smetto di sperare che possa apparire all’orizzonte un altro Renzi, forte e determinato, per il bene dell’Italia e di un’Europa in crisi di valori.