Vertice Ue, Obama cauto: ok progressi, ma serve altro

La parola d’ordine alla Casa Bianca e’ ‘cautela’ sugli sviluppi della crisi europea. Il presidente americano, Barack Obama, non commenta direttamente i risultati del Consiglio europeo e tramite il suo portavoce fa sapere di essere soddisfatto dei ‘progressi fatti’ dai leader della Ue. Ma non basta. Servono ulteriori passi. E i dettagli sulle decisioni prese – per riprendere l’espressione utilizzata da Wall Street Journal e New York Times – sono ‘pochi e poco chiari’. E’ lo stesso concetto che Jay Carney esprime a bordo dell’Air Force One che sta portando Obama in Colorado, nelle zone devastata da un enorme incendio. ‘La crisi dell’Eurozona non si risolve in una notte’, mette in chiaro il portavoce, spiegando come il presidente considera gli sviluppi del vertice di Bruxelles solo come ‘i primi passi’ di un processo. Passi ‘incoraggianti’, di certo, ma non risolutivi. ‘Ci sono ancora parecchi dettagli – afferma Carney – che devono essere risolti dai leader europei e ulteriori passi che devono esser fatti in futuro per assicurare una riduzione delle tensioni sui mercati finanziari e attuare le necessarie riforme di lungo termine’. La preoccupazione e’ per le divisioni ancora una volta emerse tra le capitali del Vecchio Continente, che rendono l’accordo raggiunto incompleto nonche’ confuso. Almeno cosi’ viene percepito a Washington, dove il timore principale e’ per i rischi corsi da Spagna e Italia. ‘Quello che accade nell’Eurozona ha conseguenze anche sull’economia americana’, ribadisce con forza il portavoce della Casa Bianca, sottolineando come ‘per questo e’ nostro interesse nazionale che l’Europa arrivi a risolvere questa crisi, prendendo tutte le misure necessarie per mantenere unita la zona euro e ristabilire fiducia, stabilità e crescita’.

Insomma, la strada intrapresa al G8 di Chicago e proseguita al G20 di Los Cabos deve essere percorsa fino in fondo. E tutto cio’ – insiste la Casa Bianca – deve essere fatto in fretta, ‘il piu’ velocemente possibile’, scrive il New York Times.

Il problema di Obama e’ sempre lo stesso: evitare il contagio di una crisi europea che minaccia l’economia e l’occupazione negli Usa. Una cosa che il presidente americano, a quattro mesi dal voto per decidere chi guidera’ il Paese nei prossimi quattro anni, non puo’ permettersi. Per questo la Casa Bianca, ma anche il Tesoro americano, restano in costante contatto con le principali cancellerie europee. Il pressing esercitato dal primo ministro italiano, Mario Monti, e dal presidente francese, Francois Hollande, per cercare di risolvere la crisi con misure radicali viene ben visto dal presidente Obama. Mentre dubbi restano sull’atteggiamento della cancelliera tedesca, Angela Merkel, che nonostante le apparenti concessioni continua a frenare per soluzioni come quella degli eurobond. Rendendo – appunto – poco chiare le decisioni prese nella notte di Bruxelles.

NESSUN COMMENTO

Comments