Vertice Ue, 120 miliardi per sostenere la crescita

Sono pari a circa 120 miliardi di euro le risorse supplementari che i leader europei hanno sbloccato in occasione del vertice di Bruxelles per rianimare la crescita del Vecchio Continente e superare una recessione che minaccia di protrarsi anche nel 2013. Il Patto per la crescita e l’occupazione approvato oggi prevede un pacchetto composto da numerosi di interventi. Ecco i principali.

BEI – Entro fine anno il Consiglio dei governatori della banca dovra’ deliberare un aumento di capitale di 10 miliardi di euro. Questo consentira’ un incremento pari a 60 miliardi della capacita’ di finanziamento che a sua volta dovrebbe mettere in moto investimenti supplementari per un totale di 180 miliardi.

PROJECT BOND – Sara’ subito avviata la procedura per l’individuazione e il finanziamento di progetti ‘pilota’ nel campo delle infrastrutture per i trasporti, l’energia e la banda larga attraverso l’offerta di obbligazioni per un importo pari a 4,5 miliardi di euro. In base ai risultati di questa prima fase ‘pilota’ l’iniziativa potra’ essere estesa ad altri settori in tutti i Paesi Ue.

PMI – Nell’ambito delle risorse finanziarie gia’ messe a disposizione a vario titolo dal bilancio Ue, 55 miliardi di euro supplementari saranno destinati a misure destinate a rilanciare la crescita. Particolare attenzione sara’ dedicata a rafforzare le iniziative di sostegno alle piccole e medie imprese, in particolare facilitando il loro accesso al credito.

VENTURE-CAPITAL – Il campo d’azione del Fondo europeo d’investimento dovra’ essere ampliato, soprattutto nel campo del venture-capital, in stretto coordinamento con le strutture nazionali esistenti.

BREVETTO UNICO – L’intesa raggiunta dopo circa 40 anni di trattative sul brevetto unico europeo consentira’ di registrare e utilizzare brevetti risparmiando circa il 75-80 per cento dei costi rispetto a quelli attuali. Di questa riduzione di costi potranno beneficiare anche le piccole e medie imprese.

TOBIN TAX – L’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie dovrebbe avvenire entro l’anno almeno in un gruppo ristretto di Paesi consentendo di portare nelle casse pubbliche alcune decine di miliardi di euro. Un ‘tesoretto’ che potra’ essere utilizzato per iniziative destinate a stimolare la crescita e l’occupazione.

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