Venezuela, Chavez diserta Mercosur: nuovo allarme salute

Il presidente venezuelano, Hugo Chavez, non partecipera’ al vertice di capi di Stato del Mercosur che si terra’ domani a Brasilia, il primo dall’ingresso del suo paese nel blocco regionale. La notizia ha provocato nuove speculazioni sulle sue condizioni di salute. ‘Chavez non partecipera’ al vertice, il Venezuela sara’ rappresentato dal vice presidente e ministro degli Esteri Nicolas Maduro’, ha riferito in una nota il ministero brasiliano degli Esteri. E l’agenzia statale Brasil ha precisato che il presidente venezuelano ‘ha deciso di prolungare la sua permanenza all’Avana, dove e’ sottoposto a un trattamento contro il cancro’. Chavez, rieletto al quarto mandato consecutivo il 7 ottobre scorso, non appare in pubblico dal 15 novembre. Il 27 dello stesso mese e’ partito per Cuba per sottoporsi ufficialmente a trattamenti in camera iperbarica e di fisioterapia per ‘rafforzare la sua salute’ dopo essere stato operato tre volte all’Avana per un tumore, le cui caratteristiche non sono mai state chiarite.

Le scarse informazioni sulla salute del presidente venezuelano durante questi mesi hanno provocato dubbi e speculazioni sul suo stato fisico. Alla scarsita’ di notizie, si e’ aggiunta la sua assenza non solo da manifestazioni pubbliche ma anche dagli spazi televisivi – molto frequentati dal presidente lungo gli anni dei suoi successivi mandati – e perfino dal suo account su Tweeter: l’ultimo messaggio pubblicato risale al primo novembre.
La presenza di Chavez al vertice di Brasilia era particolarmente importante, perche’ si tratta della prima riunione dei leader del Mercosur dall’entrata del Venezuela nel blocco regionale, dopo la prima estensione della sua composizione dalla sua fondazione (nel 1991) da parte di Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay.

L’entrata del Venezuela nel Mercosur e’ stata decisa autonomamente da Argentina, Brasile e Uruguay dopo la sospensione del Paraguay, in seguito all’impeachment del presidente Fernando Lugo nel giugno scorso, denunciato come un ‘golpe parlamentare’ dagli altri membri dell’organizzazione. Sebbene Caracas avesse presentato la sua candidatura da anni, il Parlamento di Asuncion ha sempre negato di dare il suo via libera. 

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