Venezia a mollo, sesto giorno assedio acqua alta

Acqua alta in un'immagine d'archivio diffusa oggi 16 giugno 2011. ANSA / CONSORZIO VENEZIA NUOVA

Sono sei giorni che i ‘masegni’ di Venezia non vedono l’asciutto: da sabato scorso e’ stata un’acqua alta dietro l’altra nella citta’ sulla laguna, abituata da sempre a combattere con i flussi della marea. Ma quasi una settimana a mollo anche i veneziani non la ricordavano da un pezzo. Ieri notte l’apice: mentre la tempesta di Halloween colpiva il Veneto come il resto d’Italia, Venezia e la sua citta’ satellite, Chioggia, sono state semisommerse da un’onda di marea che ha raggiunto il metro e 43 centimetri nel capoluogo, verso l’1 e 40; addirittura un metro e 64 nella cittadina peschereccia. Qui il centro storico e’ finito sotto 60 centimetri di acqua, in alcune frazioni vi sono stati black out elettrici, e la statale Romea e’ rimasta chiusa per allagamenti.

Le due citta’ non hanno potuto nemmeno tirare il respiro, perche’ la marea e’ scesa lentamente, ostacolata dalla bora, e massima e minima si sono quasi ‘sovrapposte’ in laguna. Cosi’ a Venezia l’acqua non e’ mai andata sotto il metro e 17 cm, e alle 11 del mattino e’ tornata la massima, che ha riportato i mareografi a segnare una punta di 138. Praticamente Venezia e’ rimasta 15 ore con una marea ‘molto sostenuta’, che ha allagato meta’ citta’.

I turisti hanno potuto cosi’ osservare le immagini dell’eterna lotta dei veneziani contro il mare: la gente a sigillare le paratie che proteggono i piani terra, i negozianti con le cassette in mano per rialzare la merce dagli scaffali bassi. E tutti sull’uscio a guardare il cielo plumbeo e il vento che soffia: prima scirocco, poi bora, con raffiche fino a 80 km orari, infine il libeccio, che ha fatto scendere l’acqua. Anche il cielo per qualche ora e’ tornato azzurro stamane. Adesso si va verso un miglioramento meteo, con un rialzo della pressione atmosferica che significa centimetri in meno per l’acqua. Bisognera’ tuttavia attendere il rientro dell’onda di ‘sessa’ – l’oscillazione naturale che si forma in Adriatico – la quale riportera’ la prossima notte molta acqua in laguna. La previsione e’ di una massima di un metro e 20 sopra il medio mare.

Un tale assedio della marea fa comprendere perche’ siano sempre meno gli oppositori del Mose, il sistema di dighe mobili che proteggera’ Venezia da questi eventi; ma anche perche’ la citta’ si batta per impedire il taglio ai finanziamenti statali per la normale salvaguardia. Un gruppo di deputati veneziani ha chiesto al Governo che 50 milioni di euro vengano stralciati dalle prossime tre annualita’ dei finanziamenti al Mose per essere impiegati a questo scopo.

Oltre a Venezia e Chioggia tutto il Veneto e’ stato scosso dal maltempo. In montagna e’ ricomparsa la neve; Cortina e’ stata coperta da 20 centimetri, in alto il manto bianco ha raggiunto il mezzo metro. In pianura sono stati soprattutto i territori del basso Veneto, compresi tra Padova, Venezia e Rovigo, a patire piogge alluvionali, che hanno riportato alla mente in questi territori la devastante alluvione che li colpi esattamente due anni fa, primo novembre 2010. Nel padovano e rodigino sono caduti in 12 ore fino a 125 millimetri d’acqua. Una forte mareggiata si e’ abbattuta sulla Sacca di Scardovari, nel Delta del Po, danneggiando seriamente le capanne dei pescatori.

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