Venerdì arriva l’eclissi, il ‘Sole nero’ saluta la primavera

La primavera inizia nel segno del ‘Sole nero’. Venerdi’ 20 marzo, giorno dell’equinozio, si verifichera’ la prima eclissi solare dell’anno. Grazie alla complicita’ della super Luna (che nelle stesse ore raggiungera’ la minima distanza dalla Terra), il disco solare sara’ totalmente oscurato per i fortunati che potranno ammirarlo dall’Atlantico settentrionale, dalle Isole Faeroer e dalle Isole Svalbard; in Italia, come nel resto d’Europa, l’eclissi sara’ parziale ma superiore al 50%.

Nuvole permettendo, lo spettacolo sara’ visibile durante la mattinata lungo tutto lo Stivale: meglio non perdere questo appuntamento, dato che per noi sara’ la prima e unica eclissi solare di quest’anno, e per la prossima dovremo attendere almeno fino al 2020.

Proprio come un bel film, l’eclissi di venerdi’ durera’ all’incirca un paio d’ore, dalle 9:20 alle 11:30. Il clou si avra’ alle 10:32 a Milano, alle 10:31 a Roma e alle 10:26 a Palermo. La copertura del disco solare variera’ da un minimo del 50% nel sud Italia ad oltre il 70% al Nord.

Per chi volesse alzare lo sguardo al cielo, la raccomandazione e’ quella di non farlo mai ad occhio nudo e neppure con rimedi fai-da-te come le due paia di occhiali da sole sovrapposti o il classico vetrino affumicato: meglio munirsi di un paio di occhiali da saldatore con indice di protezione numero 14, oppure di occhialini che usano materiali (mylar o astrosolar) in grado di proteggere la vista. La stessa raccomandazione vale anche per chi ha intenzione di usare binocoli e telescopi.

Per chi volesse portarsi a casa un ‘pezzetto’ di Sole nero, l’Unione astrofili italiani (Uai) ha stilato un facile vademecum per immortalare il disco solare mentre viene ‘mangiato’ Luna. Dopo aver coperto l’obiettivo della macchina fotografica con il filtro piu’ adeguato, la Uai consiglia di impostare la piu’ grande lunghezza focale possibile (almeno 135 millimetri per avere un disco del Sole apprezzabile), usando alte velocita’ di scatto per evitare foto mosse.

”L’eclissi e’ un fenomeno che dura piuttosto a lungo – spiegano gli esperti Uai – c’e’ quindi tutto il tempo per tentare diverse impostazioni degli ISO (la sensibilita’ del sensore alla luce) e dell’apertura dell’obiettivo alla ricerca delle impostazioni ideali. Mano a mano che l’eclissi avanza occorrera’ ridurre i tempi di posa fino a circa la meta’ durante il massimo, alle ore 10:30 circa”.

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