Vaticano, dissidio tra Bertone e Bagnasco – di Roberto Pepe

Non ci sarà nessuna guerra ed è giusto che le parti interessate la neghino, però che il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana cardinale Bagnasco, sia diventato il capo partito “in pectore” o, quantomeno, l’eminenza grigia della nascente nuova Democrazia Cristiana è sotto gli occhi di tutti. E’ giusto, quindi, che il Cardinale Segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, richiami il capopopolo Bagnasco ad una più trascendentale missione in terra, anziché porsi come un agit-prop che ricorda ad ogni piè sospinto agli italiani di non mollare la politica contro l’antipolitica rivolta all’astensionismo. E’ vero che la CEI è un’espressione di alti prelati responsabili delle varie diocesi che rappresentano a loro volta le difficoltà anche terrene dei cristiani loro fedeli locali, ma è anche vero che un’esasperazione delle denunce di problematiche prettamente terrene, dimenticandosi dell’evangelizzazione e della catechesi (principale compito di un prete)  porta i vari fedeli a disinteressarsi della dottrina cattolica, cimentandosi esclusivamente in richieste – pur giuste – che si riferiscono alla soluzione dei problemi contingenti vitali di tutti i giorni.

Ormai è una consuetudine sentire assieme agli anatemi di Grillo contro i politicanti da strapazzo, anche quelli che Bagnasco, sulla sponda opposta, lancia al popolo come un comune rappresentante politico, affinché la gente vada a votare o pensi ad edificare quel centro comune di riferimento di vecchio stampo cristiano impegnato (DC). Sta di fatto che il nostro Grande Papa Ratzinger, l’apologeta, in Germania, dice che a fronte alla complessità dei problemi, la prima risposta è una fede più consapevole e più vissuta; Bagnasco alla Conferenza Episcopale Europea, invece, va dicendo che è necessaria una presa di coscienza della dottrina sociale della Chiesa sui problemi economici finanziari, sociali e politici… Esattamente il contrario di quanto chiarificato da Cristo: date a Cesare ciò che è di Cesare ed a Dio ciò che è di Dio.

Intanto nelle parrocchie romane, per esempio, soggiornano per brevi periodi preti indiani, del Bangladesh, statunitensi, ecuadoregni, eccetera, che con il loro italiano composto da parole incomprensibili dagli accenti spostati, leggono e commentano le pagine del Vangelo dal pulpito, perché non vi sono più sacerdoti e nuove vocazioni italiane da ricoprire i posti vacanti. Certo, fa piacere addestrare anche preti stranieri, però, le parrocchie dove il prete più giovane dirigeva le partite di pallone nell’oratorio tra i boy scout ed i giovani dell’Azione Cattolica, sono inesorabilmente vuote. Bertone, portavoce del Papa faccia pure la guerra e  lo dica chiaramente a Bagnasco di far sì  che nelle parrocchie si parli principalmente dei problemi spirituali (possibilmente in italiano), invogliando i giovani ad avvicinarsi alla Chiesa, diventando buoni cristiani e, magari, anche preti,  oltre che  spingerli a fare i bravi cittadini, sindacalisti, volontari ed i politicanti. A queste attività lasciamo che ci pensi pure Grillo… Tanto, non è peggio degli altri!

NESSUN COMMENTO

Comments