Vacanze ‘onorevoli’, Cicchitto contro ‘web squadristi’: ‘Ci volete morti?’

"Due giorni fa e’ stata messa in atto una piccola ma significativa operazione di regime, ovviamente condita dall’ingrediente piu’ alla moda e piu’ efficace costituito dall’antipolitica". Fabrizio Cicchitto non ha mandato giu’ la questione ferie dei politici e dedica un’approfondita disamina al dipanarsi della polemica, senza risparmiare strali non solo, come accade di frequente da parte Pdl, a Repubblica ma anche alla rete all news di Mediaset. Il capogruppo Pdl alla Camera spiega che "un giornalista ha volutamente travisato una discussione fra il sottoscritto e il ministro Giarda che aveva come tema centrale quello dell’eccesso di decreti del governo, ben 13, da approvare di qui a settembre, tra cui uno in tema di editoria, che di fatto espropria tutta l’attivita’ parlamentare, con il conseguente rinvio di ogni disegno di legge da parte dei gruppi o dei singoli deputati e senatori". Allora, e’ successo che, racconta Cicchitto, "questa discussione fra Giarda e il sottoscritto e’ stata condita da una serie di battute scherzose riguardanti il mese di agosto e le ferie ma poi e’ stata del tutto manipolata" e "l’indomani un altro giornalista, su Repubblica, ha costruito un’operazione di criminalizzazione, ripresa e rilanciata sul web da rottamatori di varia specie". 

Risultato, considera l’esponente Pdl, "l’operazione di regime era fatta: veniva totalmente oscurata la questione principale, costituita dall’eccesso di decretazione del governo Monti, un eccesso che se fosse stato messo in atto dal governo Berlusconi sarebbe stato oggetto della denuncia sia da parte del medesimo giornalista di Repubblica sia dai civili rottamatori del web, e tutto e’ stato deviato sulle ferie dei deputati che, secondo alcuni, dovrebbero solo suicidarsi, scomparire, vergognarsi per la loro stessa esistenza".

Qui la riflessione di Cicchitto cambia di passo e si concentra sull’allarme per cui "nel web c’e’ di tutto, ci sono anche degli autentici ‘squadristi di nuovo conio’ con i loro insulti e con le loro lugubri invettive. Costoro ne’ ci fanno paura ne’ hanno per forza ragione grazie alla ‘modernita’ del mezzo che usano". "Diciamo anche a Casini – prosegue – che subito si e’ messo in riga, una cosa ovvia: la modernita’ del mezzo non implica il fatto che chi lo usa in modo unilaterale, non documentato o addirittura violento ha, come a suo tempo il duce, sempre ragione. Non e’ affatto vero che se urlo, insulto, minaccio attraverso il web e se cosi’ trascino con me molti altri percio’ stesso ho ragione".

"Siamo di fronte al rischio di una sorta di ‘Fattoria degli animali’ di nuovo tipo. E come e’ sempre avvenuto – osserva ancora Cicchitto – i deboli e gli opportunisti, vedi sopra, si allineano. Noi no, non ci allineiamo, prendiamo atto – e’ l’ulteriore stoccata – che il Tgcom da’ conto degli insulti che via web ci sono stati rivolti, ma non delle nostre risposte: probabilmente e’ un esercizio di  completezza dell’informazione".

Conclusione: "Diversamente da qualcuno che notoriamente non fa mai ferie e che anche a Ferragosto si industria a ‘fornir l’opra ante il chiaror dell’alba’ (Parini), noi non scappiamo, anche se sul web ci promettono vari tipi di morte".

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