Uscire dall’euro? Ecco perché sarebbe una tragedia (VIDEO)

Pensare di uscire dall’euro è un errore: l’inflazione salirebbe alle stelle, la disoccupazione aumenterebbe a dismisura, ci sarebbe una fuga di capitali all’estero – ancora più di oggi – e una corsa agli sportelli delle banche da parte degli italiani (come si è verificato in Grecia).

In questo periodo sono tanti gli italiani convinti che uscendo dall’euro si risolverebbe la crisi italiana e andrebbero risolti anche diversi problemi ad essa legati: ma in realtà non è così. E se anche solo pensare di uscire dall’euro è un errore, farlo davvero sarebbe una autentica tragedia.

Ecco allora che ItaliaChiamaItalia ha deciso, grazie anche a un’attenta analisi del Sole24Ore, di spiegare ai propri lettori perché uscire dall’euro è una proposta folle, da lasciare a comici in stile Beppe Grillo.

L’Europa prima di tutto ha spiegato che l’euro non è una porta girevole: tanto è vero che nei Trattati la possibilità di uscire dal club non è stata nemmeno contemplata. Però dire questo è un errore a livello di comunicazione: l’Europa, la politica dei vari Paesi Ue e gli economisti, dovrebbero piuttosto spiegare bene alla gente cosa succederebbe ai loro redditi e risparmi nel «day after» di un’uscita dall’euro: l’apocalisse finanziaria.

Come già accennato, davanti a indiscrezioni su un ritorno alla vecchia valuta, la prima conseguenza sarebbe che la gente prenderebbe ovviamente d’assalto le banche per ritirare i depositi in euro e portarli all’estero prima che le banconote vengano ristampate. Inoltre, per poter operare la conversione dei salari e dei redditi nella nuova valuta, il Parlamento dovrebbe approvare delle leggi ad hoc, che alla luce della drammatica perdita di valore sarebbero quanto minimo impopolari.

Per i prestiti nazionali – dai mutui alle carte di credito – sarebbe un terremoto: i debiti dovrebbero essere immediatamente ridenominati nella nuova valuta in modo da evitare un’ondata di bancarotte istantanee delle famiglie, che vedrebbero il loro debito invariato ma i loro redditi ridotti al minimo per il ridottissimo valore delle nuove banconote. I debitori privati – comprese le banche, che andrebbero immediatamente ricapitalizzate – non sarebbero invece in grado di convertire i loro debiti all’estero con la nuova valuta (chi mai direbbe sì alla dracma?) andando così quasi subito in bancarotta o default.

E il Governo? Non starebbe affatto meglio. Una volta usciti dall’euro, ci sarebbe una immediata perdita di credibilità nei confronti del Paese ritornato alla propria moneta. E così il Governo di quel Paese, impossibilitato ad andare sui mercati, e probabilmente snobbato dai vecchi partner europei, dovrebbe azzerare immediatamente il deficit, sospendendo di conseguenza il pagamento degli interessi ai creditori. Ma come si potrebbe azzerare il deficit da un giorno all’altro? Fantascienza.

Non è ancora finita: la questione più delicata riguarderebbe il destino dei titoli di Stato. Certo, in teoria il valore dei bond potrebbe tranquillamente essere riconvertito nella nuova valuta. Ma in base all’accordo europeo firmato dalla Grecia con le banche creditrici, il taglio del 50% nel valore del debito greco è stato accompagnato da un prudenziale trasferimento di "residenza" del debito di Atene: a regolare il contratto non sarà più il diritto greco, ma il diritto anglo-sassone. La ridenominazione dei titoli di Stato, insomma, non sarebbe possibile, mentre i crediti concessi dall’Europa alla Grecia resterebbero denominati in euro.

Se tutto questo non fosse ancora abbastanza, si dovrebbe pensare anche alle difficoltà nella vita di tutti i giorni se davvero un Paese Ue decidesse di abbandonare l’euro e tornare a una moneta nazionale: per il commercio sarebbe un vero caos, i negozi dovrebbero cambiare tutti i registratori di cassa, i computer andrebbero riprogrammati e persino le macchinette distributrici di bevande, tabacchi e altri generi sarebbero ritirate dal mercato per essere poi sostituite per accettare la nuova valuta.

No, non si può davvero tornare indietro: l’euro è una moneta forte, solida, rispettata in tutto il mondo, e abbandonarla vorrebbe dire fare contenti gli americani che con il loro dollaro verde riprenderebbero a dominare l’economia mondiale. L’euro è una garanzia per l’Europa e va salvaguardato. Altro che uscire dall’euro: teniamoci stretta la moneta unica. Abbiamo lottato molto per arrivarci, perché sprecare tutto il lavoro fatto negli anni?

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