Usa, Obama riconquista la Casa Bianca: ‘grazie per avere creduto in me’ (VIDEO)

Barack Obama ce l’ha fatta. Ha vinto le elezioni presidenziali americane, ottenendo così un secondo mandato alla Casa Bianca con un risultato dai contorni netti. Il presidente ha conquistato 303 Grande elettori contro i 206 di Romney, stando alle ultime proiezioni della Cnn.

Il 44esimo presidente degli Stati Uniti, primo afro-americano a entrare nello Studio Ovale, ha ottenuto altri quattro anni di governo al termine di una campagna che pero’ potrebbe aver approfondito, e non guarito, il divario politico della nazione: Obama e’ riuscito a convincere gli elettori, soffocati dalla peggiore recessione dalla Grande Depressione degli anni Trenta, che puo’ risollevare l’economia che finora da’ solo tiepidi segnali di ripresa (la disoccupazione e’ scesa al 7,9% ma rimane estremante alta).

Oltre agli Stati tradizionalmente Democratici, il presidente ha ottenuto un’impressionante serie di vittorie negli Stati in bilico: in quello cruciale dell’Ohio e in quelli fortemente a rischio di Virginia (dove quattro anni fa era stato il primo democratico a vincere dal 1964 e che stavolta sembrava in forse), Nevada, Iowa, Colorado e Wisconsin. Obama e’ inoltre in vantaggio in Florida. Quasi un ‘en-plein’ degli Stati a rischio perche’ l’unico ‘swing state’ che il repubblicano e’ riuscito a sfilare dalla bottino ‘blu’ e’ stato il North Carolina. In piu’ Obama ha conquistato la Pennsylvania (dove Romney era stato piu’ volte negli ultimi giorni) e il Michigan, tradizionalmente democratico, ma dove Romney e’ nato e cresciuto e dove il Gop aveva investito un notevolissimo sforzo finanziario.

Da notare che la coalizione pro-Obama di elettori ispanici, afroamericani, giovani e gran parte delle donne, ha ribaltato le aspettative e si e’ rivelata di una consistenza molto simile a quella che alimento la straordinaria vittoria del 2008; in particolare i ‘latinos’, che secondo l’ultimo censimento attualmente sono la minoranza piu’ popolosa, sono stati determinanti per la vittoria in Nevada e Colorado; e potrebberlo essere anche in Florida.

"Grazie per aver creduto in me". Barack Obama ringrazia cosi’, tra gli applausi interminabili dei sostenitori che lui ha ricambiato, gli americani per averlo "sostenuto" e averlo rieletto in combattutissime elezioni, in una situazione di difficolta’ dell’economia americana che e’ stata per tutti questi mesi il vero avversario del presidente democratico.

Ma dal palco di Chicago Obama ha voluto dare un chiaro messaggio di ottimismo e di speranza e di fiducia nella forza e nella grandezza dell’America: "non sono mai stato cosi’ pieno di speranza per il futuro", ha detto il presidente che, pur riconoscendo che c’e’ ancora molta strada da fare, ha rivendicato che "l’economia si sta riprendendo, le guerre stanno finendo". E "voi avete votato per avere azioni, non giochi politici", ha aggiunto con un chiaro monito al Congresso.

"Questa notte, in questa elezione, voi gli americani ci avete ricordato che anche se la strada puo’ essere difficile, il viaggio puo’ essere lungo, ci siamo alzati, abbiamo combattuto per recuperare la via di uscita e sappiamo nei nostri cuori che per gli Stati Uniti d’America il meglio deve venire", ha detto ancora il presidente appena rieletto. (segue)

Nel discorso Obama ha insistito molto sul tema dell’unita’ che, dopo la combattuta campagna elettorale, il paese deve ritrovare per andare avanti. "Noi siamo una famiglia americana e andiamo avanti insieme", ha detto prima di porgere le sue congratulazioni a Mitt Romney per la sua campagna, affermando che intende "parlare con lui per lavorare insieme per il futuro del paese".

"Voglio ringraziare tutti gli americani che hanno votato", ha poi aggiunto, ricordando anche le difficolta’, "le file", sottolineando l’importanza del processo elettorale: "che abbiate tenuto il cartello per Obama o per Romney, l’importante e’ aver partecipato perche’ amiamo profondamente questo paese".

Ed anche lo scontro, anche violento, che si e’ avuto in questi mesi di campagna, che a volte, ha ammesso, "puo’ essere troppo rumorosa" e terreno di "litigi", fa parte della democrazia: "non dimentichiamo che in questo momento in paesi lontani ci sono persone che stanno rischiando la vita per poter avere la possibilita’ di litigare su queste cose", ha detto in quello che e’ apparso un riferimento anche alla crisi siriana.

Il discorso della vittoria di Obama e’ stato anche un discorso programmatico, in cui il presidente ha spiegato come intende lavorare verso un’America "solidale, compassionevole e tollerante", con un messaggio rivolto ai repubblicani per la prossima battaglia sul taglio del debito federale, che il Gop intende fare a colpi di tagli della spesa pubblica mentre Obama spinge per l’aumento delle tasse per i ceti piu’ ricchi.

E ha fatto un riferimento al ceto medio che e’ stato il protagonista della sua campagna: "America io credo che possiamo costruire sui progressi che abbiamo fatto e continuare a lottare per nuovi posti di lavoro e nuove opportunita’ per il ceto medio". "Voi ci avete eletto per concentrarci sui vostri posti di lavoro non il nostro – ha detto ancora – e nelle prossime settimane e mesi cerchero’ di lavorare con entrambi i partiti per affrontare le sfide che possiamo risolvere solo insieme, ridurre il deficit, riformare il codice fiscale, varare riforma immigrazione, liberarci dalla dipendenza del petrolio stranierio".

Non e’ mancato un vero e proprio inno alla grandezza e all’eccezionalismo americano: "siamo il paese piu’ ricco, ma non e’ questo che ci rende ricchi, abbiamo l’esercito piu’ forte, ma non e’ questo che ci rende forti. Quello che rende l’America eccezionale sono i legami che ci uniscono, la liberta’ per cui cosi’ tanti americani hanno combattuto e sono morti". "E questa notte, nonostante tutte le difficolta’ che abbiamo affrontato, tutta la frustrazione di Washington, non sono mai stato cosi’ pieno di speranza per il nostro futuro e vi chiedo di continuare nella speranza" ha concluso riprendendo lo slogan della vittoria di quattro anni fa. 

LE PRIME CONGRATULAZIONI A OBAMA DA LEADER MONDIALI A poche ore dal suo discorso di ringraziamento per la fiducia e la possibilità di guidare il Paese per altri 4 anni pronunciato dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama giungono da ogni parte del mondo messaggi di congratulazioni e auguri per l’impegno dei prossimi anni. Le "piu’ vive congratulazioni" per la sua rielezione giungono dai presidenti della Commissione Europea Jose’ Manuel Barroso e del Consiglio Ue Hermann Van Rompuy. "Gli Stati Uniti – si legge nella nota – sono un partner strategico dell’ Unione e intendiamo portare avanti la stretta collaborazione gia’ stabilita con il presidente Obama in questi anni per rafforzare ulteriormente i nostri legami bilaterali e affrontare insieme le sfide globali, in particolare nei settori della sicurezza e dell’ economia". "Un rafforzamento del legame tra India e Stati Uniti nei prossimi anni" auspica un comunicato del ministero degli Esteri giunto insieme a quelli personali del presidente della Repubblica Pranab Mukherjee e il premier Manmohan Singh. "Il governo e la nazione – si legge nella nota del ministero degli Esteri indiano – si congratulano con il presidente Obama per aver ottenuto suo secondo mandato dai cittadini americani che si sono pronunciati seguendo la grande tradizione democratica del loro Paese". Riferendosi ai "comuni principi e valori democratici" New Delhi si aspetta di "continuare il rafforzamento e l’approfondimento delle relazioni in molteplici settori tra India e Usa".

Anche il presidente cinese Hu Jintao e il premier Wen Jiabao hanno inviato a Obama messaggi di congratulazioni. Dall’Africa tra i primi a congratularsi per la rielezione di Obama, il presidente del Kenya, Mwai Kibaki, per la sua "ben meritata vittoria" e ha sottolineato come "il Kenya è orgoglioso dell’ associazione con la vostra persona e punti a sviluppare le relazioni tra i nostri due paesi durante il vostro secondo mandato".

A Giulio Terzi, titolare della Farnesina, è piaciuto molto il discorso di Obama subito dopo la vittoria: ‘vi ho riscontrato significativi echi kennedyani’, ha detto il capo della diplomazia italiana intervendo a Agora’ su Rai3. ‘Kennedy resta un punto di riferimento storico-intellettuale’ per tutta l’America. Le parole di Obama oltre ad essere un ‘messaggio di unita’ nazionale’ sono state una ‘apertura all’immigrazione’, un ‘messaggio forte’ anche per noi.

La cancelliera tedesca Angela Merkel si è felicitata per la rielezione di Barack Obama, sottolineando la collaborazione Usa-Germanua. "Ho apprezzato particolarmente le nostre numerose discussioni, in particolare quelle su come superare la la crisi economica e finanziaria mondiale".

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