Usa, fiscal cliff: scontro fra Obama e repubblicani

La strada sembrava in discesa. Ma tra la Casa Bianca e il partito repubblicano e’ di nuovo scontro sul delicatissimo scoglio del ‘fiscal cliff’. Quello scoglio che bisogna assolutamente evitare per non precipitare in una nuova recessione dell’economia, dovuta all’aumento automatico delle tasse e dei tagli alla spesa deciso durante la crisi del debito di due estati fa.

I tempi sono sempre piu’ stretti, perche’ un’intesa va assolutamente trovata entro fine anno. ‘E’ ora di stringere, gia’ dalla prossima settimana’, e’ l’esortazione del presidente americano, Barack Obama, che auspica un’intesa prima di Natale e lancia al Congresso un appello per un accordo che abbia davvero un sostegno bipartisan. ‘Io sono pronto a firmare. Ho un mucchio di penne pronte per la firma’, ha scherzato. Ma dall’altra parte lo speaker della Camera John Boehner – avversario di tante battaglie sul deficit – lo gela: ‘E’ inutile prenderci in giro. Siamo in una situazione di stallo’.
Tutto ruota sull’ultimo piano che il segretario al Tesoro, Timothy Geithner, ha messo sul tavolo delle trattative: piano che prevede 1.600 miliardi di dollari di entrate aggiuntive e 400 miliardi di tagli. I repubblicani non ci stanno: ‘Alzare le tasse non e’ un buon approccio’, ha detto Boehner, insistendo sulla necessita’ di maggiori tagli alla spesa.

Ma Obama, forte del consenso ottenuto sul programma che lo ha portato alla rielezione, non molla sulla necessita’ di eliminare gli sgravi fiscali per i piu’ ricchi, quelli che guadagnano piu’ di 250.000 dollari l’anno. Con l’obiettivo di rafforzare la posizione delle famiglie della ‘middle class’. ‘E’ inaccettabile che si resti in ostaggio di un pugno di repubblicani in Congresso che vogliono a tutti i costi difendere i piu’ ricchi’, ha accusato il presidente intervenendo davanti ai lavoratori di una fabbrica in Pennsylvania. Si tratta del primo bagno di folla dopo la fine della campagna elettorale.
‘Quello che serve – ha ribadito – e’ un approccio equilibrato’, che parta dal presupposto che ‘solo rafforzando la classe media si rafforza l’economia del Paese’.

E se il Congresso non fara’ niente di tutto cio’ – e’ tornato ad avvertire Obama – ogni famiglia americana dal prossimo due gennaio vedra’ aumentare automaticamente le proprie tasse sul reddito: ‘Sarebbe davvero un Natale rovinato, con una famiglia media che vedrebbe aumentare le sue imposte annuali di 2.200 dollari’. Senza considerare i veri rischi che si celano dietro il ‘fiscal cliff’: un nuovo forte rallentamento dell’economia americana e – come ha ricordato nei giorni scorsi il presidente Usa – non solo americana.

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