Usa, elezioni midterm: Trump perde il controllo del Congresso ma conserva il Senato [VIDEO]

Il presidente Usa: “Grande vittoria. Chi è stato con noi ha fatto molto bene. Chi non l'ha fatto, arrivederci!”. Salvini, “complimenti a Trump”. Speranza, “dagli Usa un primo segnale in controtendenza”

L’affluenza alle urne ieri negli Stati Uniti è stata del 49%. E’ quanto riporta la Cnn citando Edison Research, precisando che hanno votato 113 milioni di americani. Si è trattata di un’affluenza superiore alla media per le elezioni di midterm, cioè non presidenziali, che solitamente supera di poco il 40%.

Con il 91% dei distretti scrutinati, risulta che 51.792.910 degli elettori hanno votato democratico, mentre 46.190.531 hanno votato repubblicano.

Il presidente Usa Donald Trump ha affermato di aver ricevuto “moltissime congratulazioni per la Grande Vittoria” di ieri sera al voto di Midterm, nel quale il suo partito ha perso dopo otto anni la Camera dei deputati, conservando però il Senato. Trump ha scritto su Twitter che le congratulazioni sono arrivate anche da “nazioni estere (amici) che aspettavano e sperano in Accordi Commerciali”.

“Ora possiamo tutti tornare al lavoro e realizzare cose” ha aggiunto Trump. Il presidente ha affermato poi che “quelli che hanno lavorato con me in questa incredibile elezione di Midterm, abbracciando certe politiche e certi principi, hanno fatto molto bene. Chi non l’ha fatto, arrivederci!”. “Ieri e’ stata una vittoria cosi’ grande, e tutto sotto la pressione di media cattivi e ostili!”.

”Ho fatto i complimenti a Trump: ha conquistato seggi al Senato contro tutto e tutti”, fa sapere Matteo Salvini, mentre Roberto Speranza, deputato di Liberi e Uguali, commenta: “Dalle elezioni midterm in Usa arriva un primo segnale in controtendenza. Trump perde il controllo del Congresso. Ora al lavoro per costruire anche in Italia un’alternativa popolare, forte e credibile alla destra nazionalista di Salvini”.

VOTO DELLE DONNE CRUCIALE PER I DEM

L’onda blu alla Camera dei rappresentanti è stata veramente una onda rosa, perché è stato il voto delle donne cruciale per la vittoria dei democratici. E’ quanto emerge dagli exit poll del Washington Post secondo i quali le donne hanno votato democratico con un margine di vantaggio del 20%. Mentre i repubblicani hanno ancora vinto tra gli elettori maschi, ma con un margine di appena il 3%.

Tutti i gruppi delle elettrici americane hanno votato più democratico che repubblicano, anche se il margine si restringe notevolmente, 50% per i democratici contro il 48% per i repubblicani, se si considerano le donne bianche, evidentemente sensibili alla retorica elettorale di Donald Trump, con la sua insistenza sulla paura dell’immigrazione. Una presa che però è annullata se si guarda alle donne bianche laureate, tra le quali il margine in favore dei democratici è più alto della media, 60% contro il 38%.

AVANZANO DONNE, LATINOS E MINORANZE

Queste elezioni di meta’ mandato negli Stati Uniti saranno ricordate per il gran numero di primati registrati, e che segnano una vittoria delle “minoranze”: donne, omosessuali, rifugiati e comunita’ indigene e ispaniche. Storico infatti il numero delle donne che entreranno al Congresso, oltre cento stando alle prime proiezioni, molte di piu’ anche rispetto al precedente record del 1992.

Le porte del parlamento, in aggiunta, si aprono per la prima volta a due donne di origini native americane, Sharice Davids e Deb Haaland, e due donne musulmane, Rashida Tlaib and Ilhan Omar, tutte del Partito democratico. Davids appartiene a una delle due tribu’ di nativi riconosciute nello Stato del Wisconsin, quella di Ho-Chunk, letteralmente “Gente dalla voce forte”. Davids e’ anche apertamente lesbica, un altro punto a favore della comunita’ Lgbt. Comunita’ che vede nel dem Jared Polis un altro motivo di orgoglio, dal momento che a scrutinio ancora in corso gia’ si e’ aggiudicato oltre il 51 per cento dei voti, imponendosi come primo governatore gay del Colorado.

Haaland proviene invece dalla Laguna Pueblo, nel Nuovo Messico centro-occidentale: “Abbiamo lavorato duro per arrivare qui” ha detto alla testata internazionale ‘Vox’. “Solo perche’ sono la prima donna di origine nativa, non significa che abbia gia’ ottenuto qualcosa” ha proseguito, convinta che ora il Congresso debba “riconoscere il fatto che gli Stati Uniti hanno la responsabilita’ di non deludere le tribu’ native. Lavorero’ per assicurarmi che i leader tribali siedano al tavolo ogni qual volta ci saranno decisioni importanti da assumere”.