Un’ondata di No ha travolto Renzi e la sua corte

Renzi ha tirato troppo la corda ed è stato punito per la sua testardaggine ad andare avanti, senza ascoltare nessuno, come un carrarmato

Matteo Renzi aveva iniziato a gioire con anticipo e a pregustare la vittoria del SI già dal 2 dicembre, dopo aver conosciuto le percentuali altissime del voto all’estero, ma ha fatto un grave errore di valutazione, non  pensava che in Italia si sarebbero presentati alle urne il 68% degli elettori.

Credo che questa volta i giovani siano stati decisivi e abbiano fatto la differenza, votando a maggioranza per il No, perché questa Riforma toccava gli aspetti fondamentali della democrazia e quindi la libertà dei cittadini. Se avesse vinto il Sì, questo il loro ragionamento, sarebbe stato come cancellare la Rivoluzione Francese e rimettere sul trono Luigi XVI, cioè l’assolutismo di Renzi e della sua corte toscana. Così gli italiani hanno detto No.

Ora a Renzi e al suo gruppo dirigente non resta che farsi da parte, ma non devono preoccuparsi per il loro futuro, perché a Mediaset li aspettano a braccia aperte per affidare loro la conduzione di diversi programmi.

Fino a prova contraria esiste un Presidente della Repubblica che dovrà ora affidare a qualcuno questa fase di transizione fino alla fine della legislatura, oppure sciogliere le Camere anticipatamente e andare il più presto possibile al voto.

Renzi ha tirato troppo la corda ed è stato punito per la sua testardaggine ad andare avanti, senza ascoltare nessuno, come un carrarmato, cercando di rottamare la Costituzione, i diritti, la libertà e gli avversari politici del suo stesso partito. Questo è stato un gravissimo errore che ha pagato a caro prezzo.

Infine, fa quasi tenerezza la Ministra Boschi che alla fine ha affrontato, inutilmente, voli intercontinentali per convincere con il suo “charme” a votare a favore. A dir la verità è venuta anche alla Casa d’Italia di Zurigo, dove i generali e sottotenenti del PD locale hanno organizzato addirittura qualche bus per riempire la sala, ma nonostante questi sforzi hanno perso la sfida, a livello nazionale.

La vittoria del NO è stata netta. Ora mettiamoci tutti al lavoro per risolvere i veri problemi e le emergenze dell’Italia, altrimenti avremo fallito due volte.