Uno squalo a Fontana di Trevi, flash mob ambientalista

Uno ''squalo'' fende le acque della Fontana di Trevi durante il flash mob organizzato dall'associazione ambientalista Marevivo per lanciare un appello agli eurodeputati che il 22 novembre saranno chiamati a Strasburgo per votare contro il Finning. La pratica per reperire l'ingrediente principale per la zuppa di pinne di pescecane, vede, ogni anno, decine di milioni di squali 'spinnati' e ributtati in acqua ancora vivi.Roma, 17 novembre 2012. A shark fin cuts through the waters of the Trevi Fountain during the flash mob against finning organized by environmentalist association Marevivo, Rome, Italy, 17 November 2012. ANSA/CLAUDIO PERI

Una pinna di squalo e’ stata avvisata per pochi minuti nelle acque della Fontana di Trevi. Non si e’ tratto di uno scherzo, ma di un flash mob organizzato per sostenere l’appello di Shark Alliance rivolto ai Deputati del Parlamento Europeo che saranno chiamati il prossimo 22 novembre ad esprimersi su alcuni emendamenti che derogano il divieto di Finning in alto mare. Circa cinquanta attivisti hanno cosi’ richiamato l’attenzione di turisti e passati con slogan e striscioni contro lo di ‘spinnamento’ degli squali. E la riproduzione di pinna di squalo e’ stata fatta galleggiare nella fontana tra lo stupore dei presenti. Vietato in UE dal 2003, secondo l’Associazione Marevivo, il Finning ha un regolamento considerato tra i piu’ deboli al mondo a causa di una deroga che consente di tagliare le pinne a bordo dei pescherecci rendendo difficili i controlli.

Le associazioni ambientaliste italiane hanno raccolto l’appoggio di oltre 70 firme autorevoli tra cui Andrea Camilleri, Piero Angela, Carlo Petrini, Alessandro Preziosi, Umberto Pellizzari, Filippo La Mantia e molti altri per chiedere l’abolizione delle deroghe.

‘A seguito di una Risoluzione del 2010 che chiedeva di vietare il taglio delle pinne in mare – si legge nell’appello – la Commissione Europea ha presentato una proposta che preveda di eliminare ogni deroga e permesso speciale, autorizzando esclusivamente lo sbarco degli squali con le pinne attaccate al corpo, metodo gia’ utilizzato con successo in diversi Paesi del mondo e raccomandato dall’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) e dalle Nazioni Unite. La Proposta della Commissione, accolta favorevolmente dalle Commissioni Ambiente e Pesca del Parlamento europeo e dallo stesso Consiglio Europeo sulla Pesca – prosegue l’appello – e’ osteggiata da Spagna e Portogallo, Paesi che mantengono forti interessi nel commercio internazionale delle pinne di squalo’.

L’Appello e’ promosso e sostenuto dalla coalizione internazionale Shark Alliance e dalle associazioni ambientaliste italiane Legambiente, Marevivo, Tethys Research Institute, Aquarium Mondo Marino Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, Fondazione Cetacea, Danishark Elasmobranch Research, GRIS, Verdeacqua – Istituto per gli Studi sul Mare, MedSharks, CTS, Slow Food Italia, che ne fanno parte.

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