Università: meno iscritti, poi disoccupati o poco pagati

Lavorano e guadagnano poco i neolaureati italiani. E sono in pochi quelli finite le superiori si iscrivono alle Universita’. Sembra logico e invece non lo e’, perche’ per i giovani senza un titolo di studio di terzo livello le cose, nel cercare lavoro, vanno ancora peggio e molto. Se servissero altri elementi per dimostrare come quello dell’occupazione giovanile sia il tema dei temi nel Paese, questi arrivano dal XVI rapporto di Almalaurea, consorzio interuniversitario che riunisce 64 atenei italiani, che ha raccolto i dati di 450mila studenti. Solo il 30% dei diciannovenni si e’ iscritto a un programma di studi di livello universitario. Un dato che allontana in maniera incolmabile l’obiettivo fissato dalla Commissione Europea per il 2020, ovvero il raggiungimento del 40% di laureati nella popolazione tra i 30 e i 34 anni.