Unioni civili, il registro c’è: ma le polemiche continuano

Aprire un dibattito a livello nazionale sul tema delle coppie di fatto era uno degli obiettivi, sottotraccia, del tour de force che ha portato all’ approvazione del registro delle unioni civili del Comune di Milano. E ora la politica si divide, fra reazioni polemiche e soddisfazione per il varo del ‘registro modello Milano’, come lo hanno battezzato i promotori, arrivato dopo una lunga mediazione in Consiglio comunale fra cattolici e laici del Pd e con i voti favorevoli di due consiglieri comunali del Pdl. ‘E’ necessario arrivare il piu’ presto possibile all’ approvazione di una legge nazionale – ha spiegato la deputata del Pd Anna Paola Concia – che dia diritti certi e concreti a tutti i cittadini omosessuali italiani’. Un’opinione condivisa anche dalla deputata di Fli Flavia Perina: ‘I tempi sono maturi per una legge che disarmi gli opposti estremismi e trovi soluzioni di tipo europeo’. L’Idv parla di un ‘segnale di civilta”, mentre l’Arcigay, per bocca del presidente nazionale Paolo Patane’, chiede ‘una legge sul matrimonio per tutti, perche’ quella che arriva da Milano e’ una richiesta perentoria al Parlamento in questo senso’. Un provvedimento che pero’ ha provocato anche polemiche, precedute da una bocciatura della Curia milanese alla vigilia della discussione in Aula del provvedimento e ora espresse dal Forum delle associazioni familiari. Secondo l’associazione cattolica il registro e’ ‘irrilevante, tanto inutile che nei piu’ di 80 comuni che se lo sono finora dato, ben poche sono le coppie iscritte e non si e’ generato alcun diritto aggiuntivo’. Il presidente del Pdl al Senato Maurizio Gasparri bolla il provvedimento varato dalla Giunta Pisapia come ‘una farsa e un’iniziativa che in altre citta’ italiane si e’ risolta in un sonoro flop’. Opinioni che contrastano con la soddisfazione espressa dalla collega di partito Alessandra Mussolini. Da settembre, come ha confermato oggi l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino, sara’ possibile iscriversi al registro. Ma alcuni esponenti della maggioranza guardano oltre, al Parlamento. ‘Questo percorso sull’eguaglianza di genere va proseguito e accelerato – ha sottolineato l’assessore alla Cultura Stefano Boeri – fino ad arrivare a una legge nazionale che riconosca liberta’ di matrimonio anche alle coppie gay’. E a Napoli, dove il registro era stato varato lo scorso 7 giugno, oggi si sono iscritte le prime quattro coppie di fatto. Tre eterosessuali e una gay.

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