Unioncamere, ok a ‘Italiani Quality’: ma risolvere criticità

Qualità e innovazione, "molto più che la quantità": queste sono le due chiavi che l’industria italiana deve usare per aprirsi ancora di più le porte dei mercati mondiali, secondo il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello. Porte che sono già aperte, perché "siamo uno dei cinque Paesi che vanta un surplus manifatturiero sopra i 100 miliardi di dollari, che conferma il ruolo di punta nell’industria mondiale", molto meglio di altre potenze come Usa e Francia la cui bilancia è tuttora in perdita.

Dardanello, intervenuto in Senato nell’indagine conoscitiva della commissione Industria sull’introduzione del marchio ‘Italian Quality’, ha spiegato che il sistema della Camere di Commercio "condivide lo spirito del disegno di legge, che mira a stimolare i numeri dell’export di qualità". Ma ha avvisato che contemporaneamente "lo Stato dovrebbe impegnarsi nella messa a punto di una politica industriale in modo da favorire la produzione, smaltendo l’ostacolo della burocrazia, favorendo l’accesso al credito, investendo nel rendere efficiente la rete delle infrastrutture per dare stimolo e fiducia agli straordinari imprenditori italiani.

Inoltre Unioncamere ha posto in evidenza alcune possibili criticità insite nell’attuale bozza di disegno di legge: in primis il dettato dell’Unione Europea, per cui si potrebbe configurare un contrasto con la libera circolazione delle merci, "ma vi sono anche dubbi sulla effettiva capacità del marchio di intercettare l’eccellenza produttiva del nostro Paese". Lo ha detto il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello, nell’audizione sull’indagine conoscitiva Italian Quality, aggiungendo che vi è "il rischio che la potenziale sovrapposizione di marchi diversi sul mercato possano disorientale il consumatore.

Si tratta dunque di "criticità da superare attraverso un cambiamento di prospettiva che rafforzi il tema della qualità e la certificazione di ogni fase di produzione". il sistema di tracciabilità volontario già in vigore, per esempio, "è stata un scommessa prima di tutto culturale che ha fasto risultati significativi, oltre 200 aziende hanno aderito al progetto, un numero che sta crescendo. Numeri non ancora grandissimi ma che testimoniano che trasparenza è la carta per raggiungere nuove e più vaste fette di mercato".

NESSUN COMMENTO

Comments