Unicredit pronta al riassetto, martedì piano in Cda

FILIALE UNICREDIT BANCA VIA CALIFORNIA

Unicredit si prepara a varare la riorganizzazione. Il piano dell’a.d, Federico Ghizzoni, dopo i comitati interni di questa settimana, approda in cda il prossimo martedi’. Il riassetto punta, nelle sue linee principali, da un lato al rafforzamento delle dinamiche geografiche e dall’altro all’irrobustimento del governo centrale. Piazza Cordusio, a distanza di due anni dalla creazione della banca unica, cambia e si evolve: vengono attribuiti maggiori poteri ai country chairman (con la probabile conferma in Italia di Gabriele Piccini) e scompaiono le divisioni. L’obiettivo della riorganizzazione che entrera’ a regime da gennaio 2013, e’ quello di plasmare un gruppo piu’ snello e con processi interni piu’ efficienti. Essere piu’ sul territorio e allo stesso tempo internazionali, come ricordato in piu’ di un’occasione dallo stesso Ghizzoni. Ed e’ per questo che la semplificazione in atto dara’ piu’ autonomia e responsabilita’ alle realta’ locali, con i 7 responsabili territoriali che avranno un compito di coordinamento commerciale importante.

L’evoluzione del Gruppo, con il ruolo del d.g Roberto Nicastro che non cambiera’, punta soprattutto ad un maggior controllo dei costi e a dare risposte piu’ rapide alla clientela semplificando, in tal senso, i processi decisionali evitando anche le sovrapposizioni. La holding italiana sara’ rinforzata in termini di controllo e di monitoraggio mentre, per quanto riguarda la Germania, sono state smentite le indiscrezioni di un avvicendamento in Hvb con Theodor Weimer in procinto di essere sostituito dal responsabile del Corporate & Investment banking, Jean Pierre Mustier.

Il varo del riassetto arriva a distanza di un paio di settimane dal blitz del fondo Pamplona che si e’ assicurato una quota del 5% dell’istituto. Un investimento amichevole, come ribadito dallo stesso Ghizzoni che, incontrando in settimana la stampa estera, ha poi sgombrato il campo da eventuali malumori da parte del resto dell’azionariato dopo l’operazione della societa’ guidata dal del russo-americano Alex Knaster. Solo curiosita’, ha spiegato l’a.d che ha anche ricordato, come da parte di Pamplona, non ci sia stata alcuna richiesta di entrare nel board. Peraltro, proprio il fondo, nelle ore successive all’operazione ha assicurato che, in tal senso, ‘non e’ stata fatta richiesta’ ne’, tantomeno, c’e’ stato ‘un approccio’.

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