Unicef, Paesi ex comunisti: basta minori in centri statali

I rappresentanti di 21 Paesi dell’Europa centrorientale e dell’ex Unione Sovietica si sono impegnati oggi a Sofia, a margine di una conferenza organizzata dall’Unicef, a combattere il fenomeno dell’abbandono di bambini e minori in strutture statali, una pratica largamente diffusa sotto i vecchi regimi comunisti.

I partecipanti al Forum, che si e’ aperto oggi nella capitale bulgara, hanno sottolineato la ferma volonta’ di procedere alla chiusura di tali istituti e di sviluppare programmi per la crescita dei bambini abbandonati in ambienti simili a quelli familiari.

Il presidente bulgaro, Rossen Plevneliev, aprendo i lavori, ha ribadito l’intenzione di Sofia di chiudere gradualmente nei prossimi 15 anni gli istituti per ricovero di bambini abbandonati. ‘Abbiamo la volonta’ politica per attuare questa riforma che ha importanza strategica per il nostro Paese’, ha detto Plevneliev.

Da un rapporto dell’Unicef presentato al forum emerge che oggi nei Paesi dell’ex blocco comunista vi sono 1,3 milioni di giovani di eta’ fino ai 18 anni che vivono separati dalle loro famiglie biologiche. Di essi, 31 mila hanno meno di tre anni di eta’ e sono ricoverati in istituti statali specializzati, ha precisato Jean-Claude Legrand, consigliere dell’Unicef per i Paesi dell’Europa centrale e orientale.

Per quanto concerne in particolare la Bulgaria, secondo l’Agenzia statale per la tutela dei bambini, vengono abbandonati dai genitori in media ogni anno circa 2.000 bambini di eta’ fino a tre anni, dei quali circa mille sono neonati. Gli esperti sostengono che le cause di questa preoccupante realta’ in Bulgaria sono la poverta’ e la politica inefficiente dello Stato nei confronti delle famiglie.

‘L’abbandono di neonati e bambini avviene soprattutto in seno alle comunita’ emarginate, soprattutto tra i rom’, ha detto Milena Harizanova, della sezione di Sofia dell’Unicef. i loro genitori, ha osservato, sono per la maggior parte disoccupati, vivono in miseria e non hanno nemmeno la carta d’identita’ per registrarsi nei Comuni e chiedere gli aiuti sociali. Per risolvere questa piaga della societa’ bulgara, il governo di Sofia intende far passare in Parlamento entro il 2013 una legge che vieti il ricovero di bambini fino a tre anni di eta’ in istituti statali, e far chiudere queste strutture entro il 2025.

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