Una settimana decisiva per l’Italia – di Pietro Mariano Benni

Comincia oggi, lunedì 23, con l’Eurogruppo a Bruxelles, che riunisce i ministri dell’Economia europei, e il “tavolo per i lavoro” a Roma tra governo, sindacati e Confindustria, una settimana decisiva per le sorti dell’Europa e dell’Italia. Seguirà sempre a Bruxelles martedì l’Ecofin, Consiglio dell’Economia e Finanza dell’Unione Europea, mentre in Italia dovrà procedere in Parlamento, con voto di fiducia o no, il decreto sulle liberalizzazioni e la concorrenza; entro venerdì dovrebbero essere rese note le nuove norme sulle “semplificazioni”.

Già mercoledì 25, tornando da Bruxelles, il presidente del Consiglio Mario Monti riferirà in senato sugli sviluppi in Europa; per la stessa data Pdl, Pd e Terzo polo dovrebbero aver preparato la mozione unitaria sull’Europa che ha l’obiettivo di concretizzare l’appoggio del Parlamento all’azione del governo. Ma sarà poi lunedì 30 Gennaio la riunione del Consiglio Europeo, un vertice previsto in un primo momento per marzo, a costituire  probabilmente il momento più importante del complesso percorso continentale in cui l’Italia e Monti hanno assunto giorno per giorno un ruolo sempre più rilevante. Perché se l’azione del governo in carica a Roma da metà novembre è determinante per l’Italia, il suo successo sul fronte domestico appare altrettanto importante per il futuro dell’euro, dell’Unione Europea tutta e quindi degli equilibri economici e sociali del mondo.

Non esclusa, alla lontana, la rielezione del presidente statunitense Barack Obama e quindi dei futuri equilibri mondiali. Non a caso, uno dei possibili  avversari di Obama lo ha “accusato” di voler essere un presidente “all’europea”… Forse è questo scenario di portata planetaria che dovrebbero comunque tener presente nei prossimi giorni tutti coloro che protestano (dai forconi siciliani in su), aggrediscono (vedi Lega che ricorre agli insulti), criticano, e molestano il gruppo di uomini di buona volontà che, con misure da chirurgo, sta cercando di portare il Paese (e l’Europa) lontano da una malattia grave e cronica provocata e alimentata da altri, speculatori finanziari internazionali e speculatori politici nazionali.

E se almeno in parte comprensibili possono essere le proteste di coloro che già deboli e in difficoltà sono costretti a subire almeno una parte della cura potente e amara necessaria a un paese governato per troppi anni (ma dove erano i “forconi” quando l’intera Sicilia votava per ex governanti?), quanto meno esecrabili appaiono le resistenze di quelle confraternite di privilegiati, grandi e piccole, che rendono la vita difficile a un governo tanto efficiente e ragionevole quanto non se ne vedeva da molti anni. Contro le tante, complesse e straordinarie misure e terapie messe a punto da uomini competenti e di coscienza – vincolati loro stessi da una situazione oltremodo difficile – chi protesta ritiene davvero di dover proteggere suoi presunti diritti? E allora sia almeno tanto chiaro, onesto, sobrio e ragionevole quanto Monti e il governo ogni giorno dimostrano di essere (inclusa l’ultima intervista domenicale che ha fatto subito il giro dei mezzi d’informazione). Diversamente, entro questa decisiva settimana chi esagera nella protesta, spesso strumentale e strumentalizzata, rischia di accollarsi la responsabilità di incidere in maniera malefica sul futuro del Paese, dell’Europa e del mondo.

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