Un autunno di fuoco per Renzi – di Giorgio Brignola

Il governo, almeno per ora, continua a incassare la fiducia del Parlamento. Vedremo se Renzi riuscirà a modificare la politica nazionale. Non ci sentiamo, però, di scrivere su un ridimensionamento dei partiti, ma l’atmosfera che si respira è proprio questa. Sino all’inverno scorso, pur con la bufera economica già in piena evoluzione, tra maggioranza e opposizione il dialogo sembrava possibile. L’esecutivo pareva poter tirare avanti, mentre in Eurolandia la nostra situazione economica era statica. Forse si faceva conto su un Governo di transizione. Di tipo presidenziale. Invece, è stato differente. Ci siamo trovati a vivere una realtà mai vissuta in precedenza.  

L’esecutivo antecedente è crollato per volontà del suo stesso partito. In pochi giorni, l’ex sindaco di Firenze, neppure parlamentare, è riuscito a formare una ”squadra”, incassando la fiducia del Parlamento. A detta di chi sapeva, non c’erano altre scelte per evitare il crollo dell’economia nazionale e non solo di quella.

Il prossimo autunno sarà decisivo per verificare se Renzi sia ancora in grado di portare concreto beneficio al Paese. Saranno settimane vitali per accertare se l’Italia avrà ancora le carte in regola per ritrovare il suo ruolo in UE. La nostra sensazione ha ancora confini sfumati e non riusciamo a concepire un taglio netto tra politica economica e gestione del potere. La Penisola è “malata”. Si conoscono le cause del suo male ed anche le possibili terapie. Lo staff di Renzi riuscirà a portare avanti quelli che definiamo i rimedi ”sovrani”?

Certo è che, pur con tutti i suoi limiti, il Parlamento avrà degli obblighi nei confronti di questo esecutivo. Come evolverà l’Italia? Certamente, ma già lo abbiamo scritto, non sarà più quella di prima. Passato in secondo piano il federalismo, in una penisola che ha sempre maggiori difficoltà a coniugare il pranzo con la cena, l’inflessibilità potrebbe essere la norma. Forse saranno le nuove generazioni a trovare una diversa armonia in quest’Italia del XXI secolo così diversa dal Paese che abbiamo seguito in tanti anni d’analisi politica. Se, dopo la cura, la Penisola troverà un nuovo equilibrio, e tutti lo speriamo, sarà uno Stato meno allineato alle tradizioni mediterranee.

Non proprio in “sordina”, la politica, così come l’abbiamo conosciuta, dovrebbe andare in “pensione”. Dopo, sarà il ruolo economico, dentro e fuori i confini nazionali, a stabilire, nel più ampio principio di democrazia, le nuove regole nazionali. Si prospetta, così, una Penisola nuova che neanche i migliori Statisti potevano immaginare. Viverla sarà un’altra avventura. Sempre che la legislatura non “resista” solo sino al varo della nuova legge elettorale. Anche per Renzi, il “contratto” con gli italiani potrebbe essere a breve termine.

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