Un’Italia che non vuole crescere – di Leonardo Cecca

Spesso viene da pensare che una mano divina protegga l’Italia dai suoi peggiori nemici, cioè gli italiani. Pomposamente apparteniamo al club del G8, ma se un minimo di obiettività e di serietà entrasse nelle teste dei nostri governanti consiglierebbe loro di ritirarsi da tale club e genuflettersi per entrare in quello dei paesi disastrati che, guarda caso, può avere come acronimo PD.  

Siamo il solo dei paesi industrializzati che non ha centrali nucleari e che, nonostante una grave carenza energetica non riesce, per le eccelse menti degli ambientalisti, a sfruttare le risorge energetiche (geotermiche e petrolifere), che, pur se non rilevanti, madre natura ci ha messo a disposizione. Dobbiamo riempire le nostre campagne di pannelli fotovoltaici e di "balle" eoliche, nonostante entrambe le fonti siano semplicemente insufficienti al fabbisogno per cui saremo sempre costretti a genufletterci a chi magari ci può dare una sola tanica di petrolio.

Abbiamo una magistratura all’interno della quale spesso per stupidità congenita, per ricerca di visibilità oppure per uno spazio politico alcuni magistrati si comportano in modo disumano ed indegno, portando disdoro alla toga che indossano ed all’Italia senza pagare nemmeno un centesimo, anzi, a volte, fanno anche carriera.

Non abbiamo una politica estera degna di tale nome, solo chiacchiere da bar; sono tre anni che ci facciamo prendere per il naso dall’India.

Abbiamo una classe politica, da destra a sinistra, compresi quei quattro gatti fuorisciuti da Fi per un posto al sole, indegna di un paese civile in quanto è formata per la maggior parte di persone che pensano ai privilegi, alle poltrone ai rimborsi, che il più delle volte sono un vero sciacallaggio, ed a ruberie spesso mascherate da opere "umanitarie e/o di interesse sociale". Praticamente magnano su tutto o quasi, vedasi il caso del traffico degli immigrati emerso con l’indagine "Mondo di mezzo", e tante altre iniziative per corsi di inserimento, di socializzazione ed altre fesserie del genere.

Nonostante tanti scandali sulle evasioni e il tentativo dell’ex ministro di un governo di sinistra, Padoa Schioppa, di convincere che "pagare le tasse è bello", non c’è alcun governo che si impegni veramente ad eliminare obbrobriosi sperperi ivi compresi quelli che la "pomposa" Corte Costituzionale definisce "Diritti acquisiti", al fine di diminuire queste tasse che sono la causa principale del nostro disastro economico.

Ora è la volta del già ministro di un governo di sinistra, Vincenzo Visco, che con la massima spudoratezza, proprio in questo periodo nel quale si fanno famosi nomi di sinistra come probabili evasori, se ne esce con l’assunto "l’evasione è di destra". Forse. Ma, ripetiamo, spesso gli evasori stanno a sinistra.

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