Ultimatum Ppe a Berlusconi, si spacca PdL a Strasburgo

Il Ppe lancia un ultimatum a Silvio Berlusconi: o ritrova e conferma uno spirito veramente ‘europeista’ oppure per lui le porte dei popolari europei si chiuderanno definitivamente. Questo, secondo fonti politiche, l’interpretazione autentica’ dell’attacco sferrato oggi al Cavaliere dal capo del gruppo Ppe all’Europarlamento, Joseph Daul, e dal capo della delegazione del Pdl a Strasburgo Mario Mauro. Un attacco che ha messo in luce le diverse posizioni esistenti all’interno della pattuglia di europarlamentari del Popolo della liberta’, che rischia cosi’ di spaccarsi. Aver fatto cadere il governo di Mario Monti e’ stato un ‘grave errore’, ha sentenziato oggi Daul affiancato per l’occasione da Mauro e da Gabriele Albertini. Senza mai nominare il Cavaliere, Daul – con un’iniziativa quanto meno inusuale dal sapore di scomunica – ha sottolineato che l’Europa e’ ‘molto preoccupata’ per quanto sta accadendo in Italia in questi ultimi giorni. ‘Per l’euro e per l’economia italiana non ci possiamo permettere una politica spettacolo, abbiamo bisogno di una politica rigorosa’. E dopo aver richiamato i principi dei padri fondatori e aver citato De Gasperi, il presidente del gruppo Ppe – ovvero la formazione politica che all’inizio dell’era Berlusconi ha consentito lo ‘sdoganamento’ di Forza Italia in Europa – ha ricordato come i popolari siano da sempre ‘contro ogni forma di populismo, sia esso anti-francese, anti-tedesco o anti-europeo’. Di tutto abbiamo bisogno oggi, ha concluso Daul, tranne che di ‘ulteriori problemi’.

Sulla stessa lunghezza d’onda le parole pronunciate da Mauro, il quale ha bollato come un ‘momento di vera e propria follia’ quello che ha portato alla caduta di Monti. Augurandosi poi che a questa fase ne possa seguire un’altra caratterizzata da un ‘lungo periodo di assunzione di responsabilita’ ‘. Rilanciando cioe’ l’idea del ‘grande centro’, ovvero di un Partito popolare italiano che appoggi Monti. Il Ppe, ha detto il capo della delegazione del Pdl, ‘tiene aperte le porte di chi in Italia vuole restare nella tradizione popolare e fa un appello a chi si sente popolare e non populista in Europa’.

Le reazioni di altri esponenti del Pdl ‘europeo’ non si sono fatte attendere. Antonio Tajani, vicepresidente del Ppe, ha bollato come ‘pretestuoso’ ogni tentativo di contrapporre il Pdl all’Europa. ‘Cosi’ si tenta di distorcere la realta’, fanno fede gli atti e le dichiarazioni politiche’ di Berlusconi, ha detto. E Licia Ronzulli, una delle fedelissime del Cavaliere nella pattuglia degli europarlamentari Pdl, ha chiesto a Mauro di dimettersi dalla carica di capo della delegazione del partito all’Europarlamento ‘visto che non si riconosce piu’ nelle parole del presidente’. Anche Barbara Matera ha giudicato ‘inaccettabili’ le dichiarazioni di Daul e Mauro.

Ma la maggioranza dei componenti della delegazione, secondo fonti interne al Pdl, si sarebbe schierata dalla parte di Mauro nel corso della riunione di gruppo svoltasi nel pomeriggio. Rinviando pero’ a giovedi’ prossimo il necessario chiarimento sulle dimissioni di Mauro e la conta tra chi vuole restare con il Cavaliere e chi si riconosce ormai solo nel Ppe. Sempre che Berlusconi, atteso giovedi’ a Bruxelles per partecipare al pre-vertice dei leader del Ppe, non riesca prima a ricucire lo strappo sancito oggi da Daul.

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