Udc, se Casini rischia di restare fuori dal Parlamento dopo il 2013 – di Giampiero Pallotta

“Il ritorno di un governo Berlusconi sarebbe un film dell’orrore, un ritorno al passato” ha sentenziato Casini. Pur essendo nato nel 1955, politicamente e’ lui il “passato”. Nel 1980 inizia la sua attività politica nella “Democrazia Cristiana", come consigliere comunale a Bologna, nel 1983 viene eletto alla Camera dei deputati. Nel 1993 la Dc venne “travolta” dalle indagini di “Mani pulite”. Casini, insieme a Clemente Mastella, prendono le distanze dalla Dc e si alleano con la “Lega Nord” di Umberto Bossi, il “Movimento Sociale Italiano” di Gianfranco Fini e “Forza Italia”, la nuova formazione politica di Silvio Berlusconi, così il 18 gennaio 1994 fondano il “Centro Cristiano Democratico” (CCD). Casini è rieletto nel 1994 e appoggia il primo governo Berlusconi. Per le elezioni politiche del 1996 presenterà il suo partito insieme ai “Cristiani Democratici Uniti” di Rocco Buttiglione, ma il “Polo delle Libertà” perde, e il suo partito è all’opposizione dei governi dell’Ulivo. Si verifica la rottura con Mastella e con la parte di “sinistra” del CCD che si allea con il centrosinistra. Con la vittoria di Berlusconi il 31 maggio 2001 Casini viene eletto Presidente della Camera dei deputati. Nel 2002 CCD (“Centro Cristiano Democratico”) e CDU (“Cristiani Democratici Uniti”), insieme ai “Democrazia Europea” di Sergio D’Antoni, si fondono nell’UDC (“Unione di Centro”). Nella campagna elettorale per le elezioni politiche del 2006, Casini cerca di “smarcarsi” da Berlusconi, ed insieme a Gianfranco Fini, propone una possibile “alternativa” per la carica di Presidente del Consiglio in caso ottenga piu’ voti di Berlusconi. L’UDC decide di presentarsi con il cognome Casini nel nuovo simbolo del partito, ma Berlusconi ottiene il maggior numero di voti. Durante il III Congresso dell’UDC, che si e’ svolto a Roma dal 13 al 15 aprile 2007, Casini, anche in quell’occasione, voleva costruire un partito dei “moderati” che aveva come riferimento il PPE (Partito Popolare Europeo) e voleva distinguersi dall’azione parlamentare degli altri partiti del centrodestra. In occasione delle elezioni parlamentari del 2008, rompe definitivamente con Berlusconi. Viene candidato a premier dall’Udc ottenendo il 5.6% facendo eleggere 36 deputati e 3 senatori. Con il progetto del “Terzo polo”  di alcuni mesi fa, di cui Pier Ferdinando Casini era il promotore, contava sull’apporto del Fli (Futuro e Libertà di Fini) e dell’Api (Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli). Di nuovo l’obiettivo era di dar vita a un nuovo soggetto politico popolare e liberale in grado di raccogliere tutti i “moderati” italiani e gli “scontenti" dei due principali schieramenti. Le amministrative del maggio 2012, di fatto, hanno “sancito la fine” del “Terzo Polo”. Recentemente Casini ha dichiarato che si alleerà con il Pd e ha iniziato a porre condizioni: non vuole nell’alleanza ne’ Di Pietro e neppure Vendola. “Pierfurbi” Casini e’ un ”mediocre” giocatore di “dama” (gli “scacchi” non sono alla sua portata intellettiva) e come Fini e’ ammalato di “megalomania”. Alleandosi con il Pd sarà abbandonato da molti dei suoi elettori che non vogliono avere nulla a che fare con il centrosinistra. Con lo sbarramento al 5% anche l’Udc e Casini rischiano di restare fuori dal parlamento alle prossime elezioni del 2013.

NESSUN COMMENTO

Comments