Ucraina, Mogherini: scongiurare escalation militare

Evitare un’ulteriore escalation militare, tenere aperta fino all’ultimo la strada del dialogo e della diplomazia e creare le condizioni affinché ci sia un atteggiamento il più possibile unanime a livello internazionale rispetto alle misure da adottare nei confronti di Mosca e Kiev. E’ questa, in sintesi, la posizione dell’Italia rispetto all’evolversi della situazione in Ucraina e in particolare della repubblica autonoma della Crimea espressa dalla ministra degli Esteri, Federica Mogherini, durante il suo intervento alle Commissioni esteri riunite di Camera e Senato.

"Le preoccupazioni sono innanzitutto quelle di un’ulteriore escalation militare che potrebbe portare a una divisione del Paese", ha detto la ministra, "e quando parliamo di integrità territoriale non parliamo solo di Crimea ma di tenere insieme un Paese che potrebbe andare incontro a una disgregazione". Una preoccupazione che riguarda anche "l’accentuarsi dei toni che possano prefigurare un ritorno alla guerra fredda", ha sottolineato Mogherini, "che ci riporterebbe indietro di decenni" e "potrebbe pregiudicare altri scenari" internazionali in cui la Russia a un ruolo di primo piano. Per questo secondo la titolare della Farnesina bisogna "tenere aperta fino all’ultimo la strada del dialogo e della diplomazia per scongiurare l’azione militare", un lavoro "non facile", ha sottolineato, ma "è quello che stiamo facendo".

Tra gli strumenti messi in campo dal governo italiano per la risoluzione della crisi ucraina c’è innanzitutto "il costante collegamento con i principali attori in campo internazionale", a cominciare dai partner europei, Stati Uniti, Giappone, "per cercare di costruire una rete internazionale, perché siamo consapevoli che la forza della risposta sta nell’univocità e nell’unità della voce che può arrivare a Mosca e anche a Kiev", ha ribadito la ministra.

Tra le prime misure per dissuadere Mosca dall’escalation militare c’è la decisione da parte del G7 (il G8 meno la Russia) di bloccare i lavori di preparazione del prossimo G8 in programma in Russia a Sochi a giugno. Una decisione che, secondo Mogherini, "non è la fotografia della fine del formato del G8 ma è uno strumento di pressione" su Putin. Nel frattempo, ha sottolineato Mogherini, la Federazione russa ha accettato la convocazione di un consiglio Nato-Russia per domani, "una notizia positiva che può tenere aperto il canale del dialogo". "Cerchiamo tutti di spingere le due capitali ad aprire un canale di dialogo diretto – ha messo in evidenza la ministra degli Esteri – cosa difficile ma non impossibile e potrebbe essere risolutiva".

Mogherini ha ricordato anche i numerosi incontri bilaterali che diversi partner europei hanno tenuto fino a questo momento con Mosca, a cominciare dalla posizione assunta dalla cancelliera Angela Merkel, sottolineando che "con molta probabilità ci saranno anche giovedì a Roma contatti multilaterali e bilaterali", mentre la ministra incontrerà il suo omologo russo Serghei Lavrov domani a Parigi in occasione della riunione del gruppo di sostegno al Libano.

"Il compito che abbiamo davanti in questo momento – ha ribadito – è gestire una crisi internazionale estremamente difficile nel modo più responsabile, multilaterale e costruttivo possibile, in questo senso c’è l’impegno di tutto il governo", anche perché "la vera posta in gioco in questo momento è non ricreare un muro ai nostri confini". L’Europa, inoltre, deve anche "sostenere il popolo e il nuovo governo di Kiev, impegnandolo a rispettare gli accordi sottoscritti prima che la situazione precipitasse", al "rispetto delle minoranze e a non cadere nella tentazione di eccesso di reazione". Secondo Mogherini l’Ucraina dovrebbe inoltre "procedere a riforme non solo economiche ma anche istituzionali che possano dare al governo piena legittimità democratica". E poi c’è anche "il versante del sostegno finanziario", dove si avranno "punti di criticità nelle prossime settimane" ed "è chiaro che il Paese è sull’orlo del default e che questo chiama alla nostra responsabilità", ha concluso la ministra.

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