Ucraina, Medvedev: sanzioni Occidente? Resisteremo

La Russia si dice pronta a resistere a nuove sanzioni occidentali, apparentemente sempre piu’ probabili in assenza di un’attuazione dei controversi accordi di Ginevra, frutto di quella che i diplomatici definiscono ”ambiguita’ costruttive”. ”Sono sicuro che saremo in grado di minimizzare le loro conseguenze lavorando con altri mercati”, ha annunciato il premier russo Dmitri Medvedev in parlamento.

”Il governo e’ pronto ad agire nelle nuove condizioni, quando la priorita’ diventa la protezione dell’economia e dei cittadini da azioni ostili che potrebbero derivare dall’escalation della situazione politica esterna”, ha proseguito, garantendo che ”il nostro popolo non diventera’ ostaggio di giochi politici”, di ”sanzioni vergognose”. ”Naturalmente non rinunceremo alla cooperazione con le aziende straniere, in particolare quelle occidentali, ma saremo pronti a fronteggiare misure non amichevoli”, ha aggiunto.

Come nel caso di Visa e Mastercard, che hanno interrotto i pagamenti legati alla banca Rossia, colpita dalle sanzioni Usa: ”Questa e’ una violazione dei contratti, che non si nascondano dietro le cause di forza maggiore e gli ordini dei presidenti e dei parlamenti”, ha tuonato Medvedev. ”Ritengo che tale azione non dovrebbe essere lasciata impunita, bisogna fare il necessario per rendere il senso della realta’ agli operatori stranieri in questione”, ha quindi minacciato, ricordando l’obiettivo – condiviso con la Cina – di creare un sistema nazionale di pagamento.

Il premier russo ha poi promesso ai settori che potrebbero essere colpiti dalle sanzioni, come quello della difesa, ”il sostegno necessario” del governo. Anche guardando ad altri mercati non tradizionali, come l’America Latina e l’Africa. Insomma, Mosca fa sapere al mondo che non teme una nuova ondata di sanzioni, certa di poter sopravvivere. Anche perche’ si tratta pur sempre di un’arma a doppio taglio: nel caso dell’Ue c’e’ in ballo un interscambio di 400 miliardi di dollari. E comunque il Cremlino sa di poter contare sull’arma energetica: impossibile per l’Europa rinunciare al gas russo a breve termine. Ma dietro le quinte, nonostante l’entusiasmo patriottico, non tutta l’elite sembra pensarla allo stesso modo: c’e’ chi teme un isolamento internazionale e una grave stagnazione dell’economia russa, che peraltro non e’ ancora riuscita a diversificarsi per emanciparsi dalla dipendenza dalle materie prime.

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