Tv, consiglio dei ministri annulla beauty contest: entro 120 giorni l’asta

Via libera del consiglio dei ministri all’annullamento del beauty contest per l’assegnazione gratuita delle frequenze televisive, che ora dovranno essere acquistate con un’asta onerosa. La decisione, proposta dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, va nella linea gia’ annunciata dall’esecutivo, che aveva suscitato forti proteste da parte di Mediaset e anche del Pdl. Applaude, invece, il centrosinistra che vedeva nel ‘concorso di bellezza’ un regalo del passato governo all’emettente di Silvio Berlusconi. Il governo ricorda che ‘si pongono le basi per la chiusura della procedura di infrazione comunitaria da tempo aperta contro l’Italia’ e sottolinea che ‘si creano le condizioni per aumentare ulteriormente pluralismo e trasparenza’.

Il capitolo pero’ non e’ affatto chiuso. Non solo perche’ sara’ l’Agcom a mettere a punto le regole dell’asta sulla base di alcuni criteri dettati dal consiglio dei ministri. Ma anche perche’ la scelta di optare non per un decreto ad hoc, ma per un emendamento al decreto fiscale in discussione a Montecitorio e’ ancora sub iudice: domani entro le 10.30 il presidente della Camera Gianfranco Fini con Gianfranco Conte, presidente della commissione Finanze, dove giace il provvedimento, dara’ il responso sulla sua ammissibilita’. Poi, dopo la presentazione di eventuali subemendamenti, il provvedimento passera’ all’esame dell’Aula e quindi tornera’ al Senato.

Dopo l’azzeramento del beauty contest, le frequenze saranno assegnate con piu’ lotti e spettera’ al ministero dello Sviluppo Economico indire la prima asta entro 120 giorni dall’approvazione del provvedimento per – spiega il consiglio dei ministri – ‘valorizzare economicamente una risorsa preziosa quale quella delle frequenze, puntando inoltre al consolidamento dell’industria televisiva e allo sviluppo del comparto Tlc’.

Come previsto, alcune frequenze, quelle posizionate sopra la banda 700, saranno assegnate per un periodo di tempo piu’ limitato perche’ dal 2015, secondo le linee dell’Unione Europea, dovranno essere riassegnate con ulteriori aste agli operatori di Tlc.

Spettera’ all’Agcom mettere a punto, sentita l’Ue, le regole della gara che dovra’ essere riservata ‘agli operatori di rete, assicurando la separazione verticale tra i fornitori di programmi e gli stessi operatori di rete’. L’emendamento del governo contiene previsioni piu’ generali sulla valorizzazione dello spettro e sul riordino dei contributi per l’utilizzo delle frequenze entro il 2012, oltre a misure per favorire nuovi standard televisivi come Dvb-T2 e Mpeg-4, per aumentare quantita’ e qualita’ delle trasmissioni televisive, ai quali li televisori dovranno adeguarsi entro il 2015.

Il Pd plaude allo stop del beauty contest. ‘La decisione del governo e’ importante’, commenta il deputato del Pd, Paolo Gentiloni, che sottolinea l’obiettivo del ‘massimo introito per le casse dello Stato’ e della ‘promozione di un mercato televisivo aperto’. ‘Dal momento che all’Autorita’ di garanzia sulle comunicazioni spettera’ un ruolo rilevante – avverte pero’ Giuseppe Giuletti di Articolo 21 – a questo punto diventera’ ancora piu’ essenziale illuminare a giorno le procedure di rinnovo dell’autorita’ medesima’. E il leader Idv, Antonio Di Pietro, chiosa: ‘Sul beauty contest speriamo che il governo sia passato realmente dalle parole ai fatti. Ci riserviamo di vedere il testo che ci auguriamo rispecchi quanto chiesto piu’ volte dall’Italia dei Valori’.

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