Turismo in calo, il Giglio in ansia – di Franco Esposito

Effetti da naufragio, monitorati giorno dopo giorno. Preoccupati amministratori e agenti turistici del Giglio. Seminano allarmi le scie conseguenti alla presenza della Costa Concordia con la sua immensa mole adagiata su un fianco. Morta sugli scogli davanti a Punta Gabbianara. Palpita il turismo dell’isola, non ancora in una valle di lacrime. L’incubo disastro da inquinamento da nafta pesante si è dissolto; affiorano le previsioni negative sulla prossima stagione turistica al Giglio.

L’aspetto della nave morta appare ora un tantino più rassicurante rispetto a quel fatale tragico 13 febbraio. Restano imprigionate nel ventre della Costa Concordia le salme di sette sventurati passeggeri: i palombari continueranno a cercarle fino a quando l’ultima sarà riportata a terra. Ma come si presenta il futuro prossimo sull’isola? La stagione del turismo è alle porte, e le feste di Pasqua rappresentano da sempre un osservatorio privilegiato e inequivocabile. Bisogna fare di conti, per capire. Necessita ricorrere ai numeri e confrontarli, dovendo provvedere il Giglio a far convivere il cantiere per la rimozione della nave maledetta con il turismo.

I numeri dicono questo: nel 2011 il turismo sull’isola ha prodotto un fatturato di 50 milioni di euro. L’equivalente di 240mila arrivi, pari al 90% del prodotto intorno lordo del Giglio. Rischiano di mettere in ginocchio l’economia dell’isola il naufragio di Costa Concordia, il pesante bilancio in termini di vite umane e le minacce per l’ambiente. L’isola è invasa dai turisti da Pasqua a ottobre. Il top si registrava di norma in luglio e agosto: 10mila turisti al giorno, una cifra enorme, pazzesca, se rapportata al numero dei residenti al Giglio, non più di 1400. Sull’isola si respira ansia mista a preoccupazione, come andrà quest’anno dopo la tragedia che si è verificata a meno di 200 metri dal porto dell’isola?

La cartina di tornasole è costituita dal numero delle prenotazioni: il disastro della nave rischia di amplificare gli effetti della crisi economica, anch’essa meritevole calamita di ogni maledizione. I dati denunciano un calo iniziale del 3%. Se così fosse, la flessione sarebbe compatibile con la fase di recessione. Palesi, forti timori si coagulano soprattutto sul periodo pasquale. Un preciso indicatore in funzione della stagione turistica successiva. Il periodo pasquale potrebbe oltretutto coincidere con l’apertura del cantiere per la rimozione del relitto della Costa Concordia. L’isola vive in compagnia di uno spauracchio. Un incubo vero e proprio, anche per questo gli isolani non hanno mai smesso di guardare in direzione della nave cadavere, come a voler scrutare nei fondi di caffè di una maga.

Fosca proiezione prevede un calo delle presenze intorno al 30%. Una sorta di effetto domino: il contagio sarebbe determinato dal calo di presenze annunciato sull’Argentario. Di questi tempi, a dispetto del primo sole compagno del primo caldo, sull’isola si vive di preoccupazioni. Accidenti a te, comandante Schettino, all’inchino, e alla Costa Concordia, per dirla con espressione classica toscana. La Regione ha promesso d’interessarsi, l’assessore al turismo Cristina Scaletti è attesa al Giglio dal sindaco Ortelli. In programma incontri, riunioni, tavole rotonde. Ma il primo cittadino dell’isola ritiene che la promozione più importante, decisiva per rimettere in moto l’economia turistica del Giglio, sia racchiusa in appello. Questo: "Facciano tutti un gesto d’amore andando sull’isola: è un posto meraviglioso".

Inguaribile ottimista, anche nei giorni della tragedia, il sindaco Ortelli pensa comunque positivo. "Dopo aver pompato la maggior parte del carburante dai serbatoi della nave, siamo pronti a voltare pagina". Il pompaggio della nafta pesante, 1680 tonnellate già aspirate, è avvenuto senza intoppi. Esclusa la presenza di inquinanti; idrocarburi e tensioattivi sono al di sotto dei limiti di tollerabilità. Il fantasma ora comincia a fare un po’ meno paura.

Comunque la giri, il Giglio è una forza. Immagine di quell’Italia che combatte, sa lottare, e non si arrende. Isolani abituati alle difficoltà e alla vita dura, in grado di buttarsi alle spalle, nel tempo, anche questa tragedia. Orgogliosi e fieri di poter dire "siamo riusciti ad evitare che una sola goccia di carburante finisse in mare". Il loro mare pulito e cristallino, a dispetto della presenza di quel nefasto gigante. "Il nostro ottimismo nasce da qui, ci aspettiamo una stagione importante". Il sindaco ci crede, proviamo a crederci anche tutti noi. Raccogliamo il suo appello. Crepi il lupo, cara bella isola.

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