Turchia, dopo il tentato golpe in vigore lo stato di emergenza

In vigore da oggi lo stato di emergenza proclamato dal presidente Recep Tayyip Erdogan a seguito del tentativo di golpe di venerdi’. Sulla base delle misure straordinarie, riferisce la stampa turca, il capo di Stato e il governo potranno approvare leggi bypassando il parlamento. Prevista anche la sospensione di liberta’ e diritti, con la possibilita’ di prolungare la detenzione di migliaia di persone arrestate negli ultimi giorni.

Il provvedimento e’ stato annunciato al Paese da Ergodan con un discorso trasmesso dal palazzo presidenziale ad Ankara. In riferimento al coinvolgimento di ufficiali dell’esercito nel tentativo di golpe, il capo di Stato di Stato ha affermato: "Dalle Forze armate saranno estirpati tutti i virus".

Intanto i ricercatori e i docenti universitari israeliani e occidentali in Turchia hanno confermato alla "Jerusalem Post" che gli accademici turchi vivono nella paura, da quando nei giorni scorsi il governo di Ankara ha imposto agli accademici del paese il divieto di espatrio, nell’ambito delle misure adottate dopo il recente tentativo di golpe militare. Gli accademici non potranno recarsi all’estero, in quella che un funzionario turco citato dal quotidiano ha definito una "misura temporanea per evitare che presunti golpisti nelle universita’ possano fuggire". I media statali hanno riferito dell’allontanamento di 95 docenti e ricercatori dalla sola Universita’ di Istanbul. "Le universita’ sono sempre state fondamentali per le giunte militari in Turchia e alcuni individui potrebbero essere in contatto con cellule all’interno delle forze armate", ha spiegato il funzionario.

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