Tunisi, Pd estero: solidarietà per le vittime e per la comunità italiana

“L’attentato di Tunisi, che fa seguito a quello di Parigi e Copenaghen, è l’ultima tappa del programma di esportazione di violenza e di morte che le centrali terroristiche stanno perseguendo attraverso le loro cellule disperse e, per questo, poco controllabili. I luoghi di cultura e le persone inermi sembrano i bersagli preferiti dell’ISIS, per un cinico calcolo del loro valore simbolico. Accanto a questi obiettivi primari, i luoghi della rappresentanza democratica, come ad Ottawa e nella stessa Tunisi. Tra l’altro, la scelta di un Paese che è stato alla testa della Primavera araba e che ha da poco superato positivamente un difficile passaggio elettorale esprime chiaramente l’incompatibilità tra l’ordinamento democratico e l’ordine jihadista”. Lo scrivono in una nota i parlamentari del Pd eletti all’estero, On. Marco Fedi, Sen. Francesco Giacobbe, On. Gianni Farina, On. Laura Garavini, On. Francesca La Marca, On. Fabio Porta, Sen. Renato Turano, Sen. Claudio Micheloni.

“Il dolore e l’esecrazione probabilmente non bastano, perché sono in discussione la democrazia, la civiltà, la coesistenza, la sicurezza dei singoli. Ai Paesi e alle forze democratiche non resta che dimostrare determinazione, reciproca solidarietà, efficienza dei loro sistemi di sicurezza, certezza dei principi di libertà e di autonomia ai quali ispirare la convivenza internazionale e la vita interna di ciascuna società”.

“Il nostro pensiero – continuano gli esponenti del Pd – va alle vittime innocenti e a quelle del dovere, ai feriti, ai loro parenti e quanti sono stati coinvolti, direttamente e indirettamente, nelle azioni terroristiche. Un sentimento di particolare solidarietà va alla nostra comunità in Tunisia, di recente visitata dai parlamentari Fedi e Giacobbe, e nelle altre aree dell’Africa e del medio Oriente nelle quali ogni giorno, ogni momento – concludono Fedi e compagni – si può essere colpiti per le proprie idee di libertà, per la propria fede, o semplicemente per la propria normalità”.

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