Toti insiste, “ci vuole il partito unico del centrodestra”

E poi Forza Italia deve cambiare ''Se si vuol davvero dare nuova linfa vitale a Fi, bisogna cambiare approccio e rinnovare davvero il partito", “no a nomine calate dall'alto”

Giovanni Toti continua a puntare sul partito unico del centrodestra. Il governatore della Liguria, consigliere politico di Silvio Berlusconi, è convinto che sia proprio quella del partitone di centrodestra la formula giusta per guardare avanti insieme al futuro. Questo, sottolinea, “non significa che Fi entra nella Lega tout court o viceversa… Va fatto senza mire annessionistiche, rispettando le diverse sensibilità”. Insomma, ciascuno “dovrà rinunciare a qualcosa, serve un atto costitutivo con uno statuto e regole precise per la nomina degli organismi direttivi”.

Giorgia Meloni nei giorni scorsi, davanti all’ipotesi di un partito unico, ha detto no grazie. Lo stesso hanno fatto importanti esponenti di Forza Italia. Secondo alcuni azzurri, inoltre, Toti da tempo si è avvicinato fin troppo alla Lega e dunque viene visto un po’ come un ‘cospiratore’, uno pronto a salire sul carro di Salvini. Il governatore, sentito su questo dall’Adnkronos, smentisce seccamente, ma ribadisce che la strada per semplificare è appunto il partito unico del centrodestra.

Ne ha parlato con il Cav? ”Sì, varie volte, ma in tempi ormai lontani”, taglia corto. ”Se si vuol davvero dare nuova linfa vitale a Fi, bisogna cambiare approccio e rinnovare davvero il partito”, “no a nomine calate dall’alto, no a persone allineate chiamate per cooptazione a svolgere ruoli apicali: non è questo un modo di procedere utile“.

“Si parla di Tajani vicepresidente? Antonio è un bravo dirigente, ha grande capacità, come presidente del Parlamento Ue è una personalità autorevole a livello internazionale, nulla da dire. Ma una nomina che arriva così, per cooptazione, come sempre accade del resto, non è utile al partito, nè è utile allo stesso Tajani”.

“Lega e M5S sono le forze risultati vincenti alle ultime politiche”, evidenzia Toti, dunque “la via maestra è provare a fare un governo di centrodestra con l’appoggio, attraverso qualsiasi forma, dei cinque stelle. Se i cinque stelle non dovessero starci, allora ne prenderemo atto. E a quel punto, spetterà al capo dello Stato, Sergio Mattarella, trovare e indicare il percorso”.

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