Titoli nazionali, tra l’incudine delle banche ed il martello degli speculatori – di Gerolamo De Palma

Un dovuto ringraziamento è d’obbligo nei confronti del Professor Monti: dopo soli quindici giorni, alla fine non ha disatteso le aspettative degli italiani, e ha prodotto proprio quello che si aspettavano. La stangata. Pare pero’ che abbia dimenticato di tassare i tantissimi milionari che non posseggono un aereo di lusso, optando per un bene che pur essendo necessario non produce reddito, come la nostra casa. Che verrà tassata senza distinzioni, andando sicuramente a colpire il ceto medio e basso che non reggeranno ancora per molto ulteriori scossoni verso il fondo.

L’atteggiamento duro ed irremovibile dell’Europa francese e tedesca che si oppone a una maggiore protezione dell’euro attraverso la Banca Centrale Europea non ci permette sbagli, ed ecco perché si sta responsabilmente tutti uniti da un solo lato con la sinistra, mentre c’è chi si pone astutamente all’opposizione solitaria, come hanno fatto i nostri recenti alleati politici.

Indubbiamente più difficile offrire la seconda guancia: dopo quella del Presidente Berlusconi verso il governo Monti per ridare fiato e fiducia alla nazione, c’e’ stata quella del Segretario Alfano impegnato a non far fallire gli sforzi comuni.

Sicuramente questa manovra non basterà per rimettere in moto gli ingranaggi della crescita fermi da anni, ma non possiamo sempre e solo farci la guerra in casa a favore degli speculatori mondiali che altro non aspettano per farci fallire e imputarci la responsabilita’ del crollo dell’ euro.

Il Presidente Silvio Berlusconi ha sempre sostenuto che il passo del gambero voluto da Germania e Francia puo’ mettere a rischio tutti e 27 i Paesi della Comunità, mentre basterebbe che la BCE facesse la banca e si decidesse ad acquistare i titoli di Stato dei Paesi in difficoltà per ridare fiducia alla nostra moneta portandola fuori dalla recessione e sottraendola al mostro della speculazione. Non basta semplicemente sostenere le banche, mettendoci così tra l’incudine dei tassi di interesse ed il martello dei capitalisti spietati pronti a speculare cinicamente sui sacrifici delle famiglie. Occorrono provvedimenti rapidi ed efficaci a salvaguardia della stabilita’. Tassare le transazioni finanziarie puo’ essere un freno al ricatto dei grandi investitori. Proviamoci. 

*MdL Lugano, Svizzera

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