Thumbtack, un miliardo di dollari made in Italy – di Roberto Zanni

Californiano di nascita, genitori abruzzesi, nome italianissimo: Marco Zappacosta. Sarà il nuovo Marc Zuckerberg? Stesso nome di battesimo, quasi coetanei, ventinove anni contro trenta, uno che si sta affacciando nel mondo delle start up, l’altro una specie di mito, miliardario, il celeberrimo inventore di Facebook. E la terra è la stessa, quella Silicon Valley che ha creato, e continua a farlo, un mondo nuovo, dove le novità si rincorrono, a suon di milioni poi.

Chi è Marco Zappacosta? Ancora sconosciuto al grande pubblico, ma non a quello addentro alle cose ‘online’. Zappacosta è uno dei fondatori di Thumbtack, che tradotto dall’inglese vuol dire ‘puntina da disegno’. È una piattaforma digitale che mette in contatto il mondo degli artigiani e dei piccoli professionisti con i potenziali clienti. Un modo per superare il muro che divide chi offre da chi cerca: in questo modo si avvicinano le due parti fondamentali del commercio.

Un’idea che ha trovato subito i followers, i seguaci: nata nel 2009, Thumbtack oggi ha una valutazione, economica, che sfiora il miliardo di dollari. Come ha fatto? Zappacosta e i suoi collaboratori hanno cominciato a contattare chi i servizi li fornisce, chiedendo se volevano registrarsi in quella che è la loro comunità, con l’obbligo anche di sottoporsi a quello che oggi è diventata una esigenza per chi cerca servizi o prodotti, le valutazioni in rete. Ecco che così da una parte Thumbtack ha creato il ‘mondo’ di chi offre e, al tempo stesso, ha costruito anche un sistema in grado di selezionare, per ogni potenziale cliente, i fornitori più appropriati, un modo questo per facilitare la ricerca e, ecco il surplus, facendo arrivare anche a chi cerca i preventivi di lavoro di cui necessitano. Un meccanismo che si è rivelato okay e sul quale all’inizio hanno scommesso, appena un anno dopo, alcuni investitori, con un assegno, globale, di 1,2 milioni di dollari. Perchè quell’idea stuzzicava.

E dai primi investitori se ne sono poi aggiunti altri e sempre con cifre più elevate: così Sequoia Capital e Tiger Global Investment hanno messo 30 milioni di dollari e l’altro giorno c’è stato l’annuncio che anche Google Capital, braccio finanziario del ‘motore di ricerca’ (che ormai ha allargato in maniera incredibile il proprio raggio di azione, tutti i campi, nessuno escluso) ha trovato l’invenzione di Zappacosta molto appetibile al punto da dirottare sulla società che ha la sede a San Francisco, la bellezza di cento milioni di dollari.

Il perché di questa euforia? Si ha la convinzione che Thumbtack, rispetto alle altre piattaforme simili e concorrenti, abbia la marcia in più per rivoluzionare, in breve tempo, il mercato dei servizi negli Stati Uniti, ma non solo. La crescita di Thumbtack è stata ovviamente seguita e si è rilevata la solidità del sistema creato da Zappacosta e una affidabilità online che è arrivata a una base di 250.000 professionisti dei vari settori, una community che rappresenta il motivo più solido di un sistema che ogni giorni si trasforma in qualche cosa di sempre più familiare per gli americani.

Secondo gli ultimi dati infatti l’idea di Zappacosta, che è in grado di mettere in contatto fornitori e clienti per i più svariati servizi, dalle lezioni di yoga al trasloco, opera in tutti i 50 stati degli USA e annualmente è in grado di creare un movimento economico che è stato valutato in 1,8 miliardi di dollari. E sul nuovo ingresso Google, Zappacosta è stato chiaro: "Noi siamo già una azienda forte e ben capitalizzata, ma non potevamo farci sfuggire l’occasione di lavorare con nuovi investitori". Che se poi sono del calibro di Google, rappresentano una ulteriore garanzia per un futuro che appare davvero tutto rosa per la ‘puntina da disegno’ della California.

Ma per la famiglia di Zappacosta non si tratta di una novità: papà Pierluigi, arrivato negli States dall’Italia negli Anni Ottanta, nel suo passato ha un nome importante come Logitech. Infatti è stato uno dei fondatori dell’azienda che ora è leader mondiale nel campo degli accessori per computers, tablets, eccetera, creata in Svizzera nel 1981, ma che ha un headquarter anche a Newark in California.

Nato a Chieti nel 1950, Pierluigi Zappacosta, laureato in ingegneria elettronica a Roma, con un master alla Stanford University, attualmente presidente della Faro Ventures, oltre alla Logitech è stato il creatore e l’ispiratore di diverse altre società e nella sua lunga carriera è stato al vertice di altre aziende, ma adesso, sulla stessa lunghezza d’onda c’è anche il figlio Marco. E il successo sembra proprio un’altra caratteristica della famiglia.