Terrorismo, Viminale al lavoro. Giovedì il piano sicurezza

Servizi segreti, vertici delle forze di polizia, apparati di sicurezza sono al lavoro per mettere a punto un piano tecnico che risponda all’esigenza di alzare l’attenzione sugli obiettivi indicati dagli anarco-insurrezionalisti nel volantino di rivendicazione dell’attentato a Adinolfi, e non solo. L’Esercito e’ pronto a fare la sua parte, ha dichiarato il capo di stato maggiore Graziano, ma e’ all’analisi degli 007 che ci si affida in prima battuta per un’esame attento del target contro cui e’ diretta la minaccia degli anarchici. Da qui si partira’ per mettere a punto il piano di sicurezza su tutto il territorio nazionale. Nella rivendicazione si fanno i nomi di Aziende controllate da Finmeccanica ma sul web ricorrono inviti ad attaccare banche e ministeri e, perche’ no commissariati. In modo da diversificare e ampliare gli obiettivi senza venir meno alla tradizione del Fai che ha sempre privilegiato i cosiddetti apparati repressivi dello Stato: carceri e centri per immigrati.

La preoccupazione al Viminale e’ palpabile perche’, entro giovedi’, giorno in cui il ministro dell’Interno, Cancellieri, ha convocato un comitato per l’ordine e la sicurezza ad hoc, sul tavolo ci dovra’ essere un quadro preciso che consenta di garantire la massima protezione possibile ai luoghi e alle persone minacciate. Un’impresa non da poco, si ragiona al Viminale, tenendo conto delle numerosissime sedi di aziende controllate da Finmeccanica da presidiare e dei tanti responsabili di settori a rischio attentati cui assegnare la scorta. Centinaia di luoghi e di persone il cui numero avrebbe impressionato il ministro dell’Interno che per questo non ha escluso di chiedere un potenziamento dell’uso dell’esercito a tutela degli obiettivi fissi. Una misura messa in atto gia’ dopo l’11 settembre quando per guadagnare risorse umane da utilizzare in attivita’ investigative, di ordine pubblico e controllo del territorio, le forze di polizia sono state liberate dai compiti di vigilanza agli obiettivi fissi, come ambasciate, consolati e sedi istituzionali.

Al momento, comunque, non risulta ci sia stata nessuna richiesta specifica del ministro Cancellieri al collega della Difesa, Di Paola, anche se una telefonata tra i due sarebbe intercorsa. Da parte sua il ministro della Difesa, a quanto si apprende, non avrebbe preclusioni di principio a incrementare il contingente militare, anche se la decisione – si ricorda – spetta al Governo nella sua collegialita’. Intanto un ok e’ arrivato dal capo di Stato maggiore dell’Esercito. Claudio Graziano ha dichiarato:’ "L’esercito è prontissimo a supportare le forze di polizia nei termini che il Paese chiederà. I nostri uomini e donne hanno le capacità e la professionalità per estendere la loro attività qualora sia richiesto". "Già forniamo circa 400 mila uomini e donne – ha aggiunto – perche’ tra i compiti istituzionali delle forze armate c’‚ il concorso alle forze dell’ordine in caso di esigenza". Al comitato per l’ordine e la sicurezza di giovedi’ si dovra’ arrivare inoltre con un monitoraggio della situazione scorte per rimodulare i servizi di tutela in atto in base al reale e attuale profilo di rischio.

Da domani intanto si riuniranno, a cominciare da Genova e Roma, i comitati di sicurezza provinciali per dare seguito alla circolare del Dipartimento di pubblica sicurezza che ha invitato questori e prefetti a "potenziare ad ampio raggio l’attività info-investigativa con particolare riferimento agli ambienti eversivi e incrementare la vigilanza sugli obiettivi sensibili" in particolare quelli legati ad ambienti di lavoro e sociali.

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